I Martiri di Venafro raffigurati in una chiesa della Guinea

Rispettando le norme sul distanziamento, a Venafro hanno preso il via le feste patronali in onore dei santi Nicandro, Marciano e Daria. Per dare continuità alla tradizione, il sindaco Alfredo Ricci ha bussato alla porta del convento per chiedere al guardiano, padre Cosimo Vicedomini, di dichiarare l’apertura dei festeggiamenti. Presente anche la “bandarella”, ma stavolta non ha fatto il giro della città. Domani alle 9:30, davanti alla basilica, è prevista la messa pontificale, con la consegna delle chiavi della città al vescovo, monsignor Camillo Cibotti. I festeggiamenti si chiuderanno giovedì sera con una messa, sempre all’esterno della basilica. Tutte le processioni sono state annullate.
Intanto dall’Africa arriva una curiosità. E l’ennesima conferma del grande legame dei venafrani con i loro Martiri. Ne è dimostrazione quanto posto in essere nel recente passato da un giovane ingegnere venafrano, Dante Fusco, che impegnato nella ristrutturazione di una chiesa cattolica in Guinea, Paese cattolico africano, chiese ed ottenne dalla ditta per la quale lavorava di far affrescare l’altare principale del luogo di culto con una tela riproducente i Santi Martiri di Venafro Nicandro, Marciano e Daria. L’impresa condivise immediatamente l’idea del giovane tecnico venafrano e questi senza indugi commissionò la realizzazione dell’affresco che oggi campeggia stupendamente nel luogo di culto africano per la gioia dei cattolici del posto. “Fu un atto di fede e devozione il mio -ricorda oggi l’ing. Fusco- e sarò sempre riconoscente verso l’impresa che acconsentì al mio piano. E’ bellissimo sapere che i Santi Martiri venafrani continuano ad essere ammirati nello Stato africano, i cui cattolici del posto sono oggi a loro volta devoti ai fondatori del Cristianesimo nell’antica provincia della Gens Jiulia, Venaphrum”. Perché a distanza di anni scrivere del particolarissimo evento nel continente nero? Proprio perché sono iniziati i festeggiamenti patronali in onore dei Santi Nicandro, Marciano e Daria ed è bello ricordare la presenza della loro immagine pittorica nel continente africano.
Tonino Atella

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