MICHELE MIGNOGNA

La proposta lanciata da Vladimir Luxuria, di voler fare un Gay Pride anche in Molise, ovviamente ha suscitato pareri contrastanti, diciamo cosi per essere educati, in una massa di benpensanti e bigotti di cui questo fazzoletto di terra è pieno. Prendetela come volete, ma personalmente non intendo fare polemiche con nessuno, però è chiaro che esprimere un pensiero, fare una riflessione su questi temi provocherà disturbo in quelle categorie citate prima, ma andiamo con ordine. In questi mesi ci hanno abbottato i gioielli di famiglia con il tormentone “il Molise non esiste”, canzoni molto ironiche, un libro e diversi commenti sui social a dirci in continuazione che noi, come regione e come popolo probabilmente non esistiamo, e se esistiamo lo sappiamo solo noi. Poi però basta che varchiamo i confini regionali e di colpo diventiamo progressisti sfegatati, non ci meravigliamo di nulla, e diciamo che si, il mondo va in questa direzione. Cosa c’entra questo con il Gay Pride? C’entra eccome cari amici Molisani, perché se scateniamo il putiferio sui social per scrivere castronerie senza senso, qualche problema di identità lo teniamo. Il Gay Pride è, secondo me, l’espressione più alta del riconoscimento dei diritti a chi ha una sessualità diversa dal convenzionale, non a caso ormai il movimento di chiama LGBT che sta per Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender, a sostenere che si, queste identità sessuali esistono, e udite udite cari molisani, esistono anche da noi, in Molise esiste una comunità importante di persone con sessualità, ripeto, diversa da quella convenzionale. Vogliamo uscire un passo alla volta dal provincialismo del quale siamo vittime? Bene, iniziamo da qui, iniziamo dal riconoscere che il sesso ognuno lo vive come vuole e come meglio crede, iniziamo a dire e sostenere che una manifestazione del genere ci potrebbe collocare tra quelle regioni emancipate che riconoscono e sostengono tutto questo. Tranquilli i vostri figli non sono in pericolo, male che vada quel giorno li porterete al mare visto che gli oratori a volte sono peggio di tutto il resto.

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