Pubblicato: sabato 07 ottobre, 2017 - Tempo di lettura: 3 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Villa al mare, indagini concluse: il presidente della Regione Frattura indagato

di GIOVANNI MINICOZZI

A distanza di quasi tre anni il giallo legato alla villa ubicata sul lungomare nord di Termoli di proprietà dei soci Paolo Frattura e Gianluigi Torzi è in via di soluzione. Una storia raccapricciante di abusi, violenze e devastazione di proprietà altrui sulle quali la procura di Larino ha in parte messo un punto fermo comunicando ai diretti interessati l’avviso della conclusione delle indagini preliminari. La notizia è stata diffusa dal presidente della Regione Paolo Frattura che risulta essere indagato nella vicenda e oggetto della conclusione delle indagini. I fatti sono noti: nell’agosto del 2014 Paolo Frattura sostituì arbitrariamente il cilindretto del cancello di accesso alla villa e piazzò all’ingresso una guardia giurata armata con l’ordine di non far entrare nessuna persona che non fosse di suo gradimento. In tal modo Frattura impedì l’accesso all’affittuaria di un appartamento annesso alla villa che risulta essere di proprietà della signora Iole Varanese. Nelle settimane successive l’affittuaria, dopo essere entrata con l’ausilio di un ufficiale giudiziario che eseguì la sentenza che intanto era stata emessa dal tribunale civile di Larino, scoprì che il suo appartamento era stato pressoché distrutto totalmente ed erano stati sottratti tutti gli arredi interni, compresi i servizi igienici. A quel punto i proprietari presentarono una serie di querele e le indagini si avviarono. Intanto il tribunale civile di Larino, per ben due volte, accertò lo spoglio violento e clandestino nella proprietà altrui e decretò con sentenza chiara ed inequivocabile il diritto della signora Cerio ad accedere nel suo appartamento. Peraltro furono i testimoni indicati sia dalla signora Cerio sia dalla Pts Village (proprietaria della villa) a fare luce sui fatti accaduti. Ma torniamo all’attualità. Secondo alcune fonti Frattura avrebbe ricevuto l’avviso dalla procura diversi giorni addietro ma solo oggi il governatore, sollecitato dai social, ha ammesso di aver ricevuto la notifica per altro minimizzando i reati connessi e la sua responsabilità. Lui stesso, però, nella nota inviata alla stampa  ha ammesso di: – essere indagato per aver cercato di farsi giustizia da solo impedendo ai proprietari di entrare nell’appartamento. In realtà, questo reato si chiama esercizio arbitrario delle proprie ragioni e , a nostro giudizio, non è compatibile moralmente con il ruolo di presidente della Regione;

-di aver invaso arbitrariamente un edificio altrui (reato di occupazione di terreni o edifici altrui) e di aver offeso la reputazione di quelle stesse persone, ovvero reato di diffamazione o ingiuria.

Secondo quanto raccontato da Paolo Frattura, nella conclusione delle indagini non ci sarebbero i reati di danneggiamento e violenza privata che pure appaiono evidenti nella cronistoria dei fatti.

Fonti attendibili, però, hanno fatto sapere che le indagini sulla villa misteriosa sarebbero più di una e quindi è probabile che presto arriveranno altri conclusioni e altri ipotesi di reato.

Sulla vicenda, però  restano irrisolti alcuni dubbi:

1) Come mai la procura di Larino ha impiegato circa tre anni per concludere solo una parte delle indagini  nonostante la doppia sentenza emessa dallo stesso tribunale civile di Larino a fronte di fatti acclarati dagli stessi testimoni indicati dalla Pts Village?

2) Perché la Pts Village, originariamente di proprietà del solo Gianluigi Torzi comprò l’immobile con soli 320 mila euro a fronte di un valore commerciale di circa 1 milione e mezzo di euro?

3) Quanto ha pagato il presidente Paolo Frattura per acquistare il 50% di quote della Pts Village e quindi di metà proprietà della villa?

Il governatore, se vuole fare chiarezza fino in fond,o deve completare la sua comunicazione chiarendo tutti i  misteri che ancora oggi avvolgono quell’operazione immobiliare.

 

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