Sarà impossibile dimenticare un’annata come questa. Per la prima volta le feste patronali dedicate ai santi martiri Nicandro, Marciano e Daria hanno avuto un sapore amaro. La pandemia ha ridimensionato pesantemente i riti religiosi e cancellato i festeggiamenti civili. Per quest’anno i venafrani hanno dovuto rinunciare anche a uno dei momenti più significativi: la processione che dalla basilica riaccompagna le statue dei santi nel centro storico, da sempre caratterizzata da una straordinaria partecipazione popolare. É stato invece salvato un altro rito, altrettanto importante: quello della consegna delle chiavi della città e dei ceri al vescovo, monsignor Camillo Cibotti, da parte del sindaco di Venafro, Alfredo Ricci. La messa pontificale è stata celebrata nel piazzale della basilica. Durante l’omelia il vescovo della diocesi di Isernia-Venafro, oltre alla fede del popolo venafrano e al forte legame con i santi patroni, ha sottolineato la loro grande forza, dimostrata soprattutto in questi mesi difficili. Stasera la conclusione con una messa celebrata davanti alla cattedrale. Ma stavolta senza processione. Nemmeno durante la guerra era stata cancellata.

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