Home Attualità Il patrimonio storico-archeologico di Venafro vittima dell’abbandono

Il patrimonio storico-archeologico di Venafro vittima dell’abbandono

E’ in atto da tempo a Venafro un gran … peccato ! Niente a che vedere, sia chiaro, con problemi di coscienza e quindi con questioni che attengono la salvezza dell’anima …, bensì con aspetti della vita umana di tutti i giorni. Più esattamente dell’imperdonabile abbandono ed incuria che continuano a caratterizzare in negativo il mancato recupero e la piena valorizzazione a fini culturali, sociali ed economici del vasto patrimonio storico/archeologico di Venafro. La città alla luce della sua storia millenaria é ricchissima di testimonianze antiche disseminate un po’ ovunque nel perimetro urbano (soprattutto nella parte occidentale) e risalenti al periodo romano per proseguire sino alle epoche successive. Ciononostante tali e tante ricchezze risultano di fatto abbandonate e versano in condizioni di estremo degrado, esposte agli agenti atmosferici, quindi in progressivo deterioramento e senza che s’intraveda la ripresa del loro recupero e della stessa valorizzazione. Ne sono testimonianza le condizioni in cui si ritrovano il monumentale Teatro Romano con le annesse Terme di Sant’Aniello, strutture d’intrattenimento, cura, svago e cultura per tante famiglie patrizie della Venafro ai tempi dell’Antica Roma. L’ampio ed accogliente complesso, situato in zona pedemontana ad ovest dell’abitato, secoli addietro era frequentatissimo ed ambìto dai potenti del tempo, tant’è le sue dimensioni, i servizi e l’accoglienza che offriva. Aveva una capienza per migliaia di persone, a dimostrazione dell’importanza storica di Venaphrum, l’antica colonia della potente Gens Julia. Ci si andava per ritemprare fisico e mente, incontrando, socializzando, parlando, curandosi e partecipando alla vita artistica del tempo. Nella seconda metà del secolo scorso, e dopo millenni di totale oblio, finalmente i primi scavi riportarono alla luce un complesso ludico/artistico di assoluto valore e si sperò nel suo pieno recupero per favorire immagine, storia, arte, cultura ed economia cittadine. Mai però aspettativa fu più vana ! Abbandono, incuria ed accantonamento divennero invece ben presto le chiavi di lettura del sito, che cadde nel più assoluto e deprimente dei dimenticatoi disattendendo cosi il suo recupero! Oggi, a distanza di decenni senza che si sia più alzato un solo dito per la sua valorizzazione, lo storico Teatro Romano di Venafro con annesse Terme di S. Aniello è tutto uno squallido abbandono, con erba alta dappertutto, animali selvatici in giro e catene con lucchetti all’ingresso ad impedire visite ed accessi ! Restando in tema, gli altri “peccati mortali” di Venafro? Senza allontanarsi troppo dalla zona, basta citare il pluridecennale abbandono degli scavi a ridosso della Cattedrale, esattamente nel cosiddetto “Campetto di Don Sante”, e gli altri nell’area esterna del Liceo Classico “Giordano”. Nel primo caso sono splendidi i resti di una dimora patrizia e di un luogo di culto pagano, solo in parte recuperati per essere subito dopo lasciati al loro destino ! Nell’altro caso, nel tentativo di realizzare una moderna struttura scolastica, erano venuti alla luce testimonianze storiche altrettanto di rilievo ad attestare il tasso sociale ed artistico della stessa area patrizia dell’antica colonia della Gens Julia. Rinvenimento però che finì per bloccare ogni cosa. Risultato : anche qui blocco totale dell’intervento e conseguente abbandono, senza recuperare e valorizzare alcunché ! Tutto questo, e ci fermiamo qui altrimenti l’elenco sarebbe lunghissimo, è appunto “il peccato mortale” di Venafro, città dalle potenzialità enormi sotto l’aspetto storico/archeologico, ma di fatto dalle delusioni cocenti e devastanti! Finirà un giorno siffatto trend negativo ? E’ la domanda che continuano a porsi i venafrani, senza individuare una risposta incoraggiante!
Tonino Atella

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