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Apertura - Evidenza - Politica - Regione - 30 Giugno 2020

In Consiglio regionale la questione dei consiglieri supplenti

Di Giovanni di Tota

Un retroscena, qualche frecciatina al governo e le ormai proverbiali citazioni. Il presidente della giunta, è intervenuto questa mattina in aula per mettere ordine nella polemica seguita alle osservazioni della presidenza del consiglio dei ministri, fra le altre, sull’interpretazione autentica dei due commi che hanno abrogato la surroga dei consiglieri regionali, ai quali viene conferito l’incarico di assessore.
Un tema che ha sollevato nelle scorse settimane un aspro confronto politico, e non solo tra maggioranza e opposizione.
Il retroscena, utilizzato da Toma, ha tirato in causa il Movimento cinque stelle e il suo capogruppo, al quale il governatore si rivolto chiamandolo per nome.
Toma ha riferito dell’incontro avvenuto ad inizio legislatura, quando Greco propose al presidente di eliminare la surroga, definita scellerata.
Una legge che non mi piace e che deve essere modificata, aveva ammesso il governatore, ma rinviando a più avanti questa decisione. Quando si è presentata l’occasione – ha sottolineato – il è parso doveroso coinvolgere i cinque stelle che lo avevano proposto. Greco non ha obiettato.
Ma nello specifico Toma ha definito ormai inutile, questa discussione politica imbastita da chi, ha lanciato il sasso in piccionaia, ha motivi solo di mettere in piedi polemiche politiche lontane dalla concretezza. Tar e consiglio, ha spiegato, hanno rimesso in ordine la questione. Farò avere la sentenza al governo – ha concluso con una vena polemica il presidente della Regione, la sentenza del tribunale amministrativo.
Per ora, dunque, prevale l’immobilità nelle variegate posizioni nel centrodestra, in attesa che qualcuno faccia la prima mossa nella complicata vicenda del quinto assessore.
Il consiglio ha poi approvato la proposta di legge dell’assessore Cotugno che prevede la possibilità delle attività commerciali di effettuare le vendite promozionali senza l’obbligo di rispettare le date che sono previste dalla legge.

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