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Apertura - Evidenza - Politica - Regione - 27 Giugno 2020

Consiglieri surrogati, Donato Toma risponde al Pd: nessun problema per i rilievi del Governo

“Come si deduce da quello che ha detto il Consiglio dei Ministri e come chiarito dal pronunciamento del Tar – dice il governatore – l’interpretazione autentica non serve, perché la norma è già chiara, per cui a questo punto, per chiudere la diatriba col Governo, porterò in aula l’abrogazione dei due commi dell’articolo 12, poi ovviamente è il Consiglio che decide. Sulla composizione dell’assemblea non cambia nulla, così come per l’eliminazione dei consiglieri surrogati”.

Fin qui le dichiarazioni di Toma sui surrogati, per lui un falso problema, intanto, ieri sera gli è arrivata la richiesta della maggioranza di ripristinare lo ”status quo ante” la nomina di Michele Marone. La riunione della maggioranza, a Campodipietra, in casa di uno degli undici rappresentanti del Centrodestra regionale. Un posto appositamente scelto per evitare distrazioni e tentare una complicata riconciliazione tra le vari anime della maggioranza che sostiene Donato Toma e che non ha sicuramente voglia di tornare a casa. Quindi per ora nessun sostegno alla mozione di sfiducia di Grillini e Pd, ma una richiesta immediata e precisa al governatore: quella di far tornare indietro le lancette dell’orologio e ripartire dalla giunta a quattro. Tempi?

Non c’è nessun ultimatum a Toma, ma il destino di Michele Marone appare segnato, in consiglio non c’è nessuno che lo appoggia, ragion per cui la sua posizione si fa, giorno dopo giorno, sempre più debole. C’è l’unanimità sotto la richiesta al governatore di tornare sulle sue decisioni e la mancanza di un contatto ufficiale tra Toma e Salvini, a Termoli, è un ulteriore segnale dei complicati rapporti tra Lega e Presidente della Regione.

Insomma Marone non trova appigli, la seconda parte del documento firmato all’unanimità dalla maggioranza è quella che riguarda il futuro e qui c’è un’altra precisa indicazione a Toma: qualunque incarico futuro, tra assessorati, commissioni consiliari e presidenza del consiglio, dovrà essere asegnato a componenti della maggioranza. Quindi un no categorico a risorse esterne al gruppo del Centrodestra. Sarà un’estate calda, anzi caldissima, per Donato Toma che, per far quadrare i conti, dovrà davvero sudare le classiche sette camice.

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