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Apertura - Attualità - Evidenza - Politica - Regione - 25 Giugno 2020

Regione, centrodestra in conclave. Novembre la data probabile per il cambio della Giunta e dei vertici istituzionali

Con buona pace di quelli che attendo una risposta immediata, per conoscere i nuovi assetti istituzionali della Regione Molise e per conoscere come andrà a finire il braccio di ferro interno al centrodestra, bisognerà aspettare l’autunno. Quello in fase di stesura sarà l’accordo della castagna, nel senso che bisognerà attendere il periodo delle caldarroste per rendere esecutivo il documento che un gruppo ristretto di consiglieri sta predisponendo per poi sottoporlo al presidente della regione Toma. Tutto si dovrebbe concludere nell’arco di 24 massimo 48 ore con un sostanziale congelamento della situazione attuale e un differimento a novembre della revisione degli incarichi in corso: a partire dalla composizione della Giunta regionale per poi proseguire con la Presidenza e Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ele Commissioni consiliari.

A scatenare l’ira funesta dei sei Consiglieri regionali neo costituiti in Polo civico (Di Lucente, Calenda, Romagnuolo, Cefaratti, Micone e D’Egidio) è stata la nomina di un esterno al ruolo di assessore; parliamo dell’Avvocato Michele Marone entrato a far parte dell’Esecutivo regionale in quota Lega.

La maggioranza siamo noi”, ha tuonato in Consiglio di Lucente e Toma ha risposto: mettete nero su bianco le vostre richieste e io mi regolerò. Toma è stretto da un lato dai 12 mila voti portati a lui in dote dalla Lega che chiede una rappresentanza in Giunta, che in effetti ha ottenuto, e dall’altro da chi materialmente poi vota in Consiglio regionale, che non è certamente Matteo Salvini. In pratica Toma chiede di passare dalle parole ai fatti, poiché davanti ai fatti dovrà necessariamente tenere conto della presa di posizione della sua maggioranza. La soluzione di ridiscutere tutto, metterebbe tutti a tacere sino a novembre, stabilendo però sin da ora che a novembre verrà ridiscussa la posizione di Marone come quella di tutti gli atri assessori regionali.

Unica ipotesi praticabile sin da ora, è quella di assegnare una serie di deleghe trattenute da toma ad altrettanti consiglieri. Una soluzione, quella dei Consiglieri delegati, già praticata nelle precedenti legislature ma con ruisultati a dir poco imbarazzanti.

E’ quindi al momento il segno X il pronostico finale più accreditato sulla partita in corso in maggioranza. Novembre, politicamente parlando, non è poi così lontano e volendo è possibile attendere anche il tempo delle caldarroste. Il problema sono però i ricci e le spine, che vanno maneggiati oggi, anticipando di fatto la caduta del frutto mangereccio del castagno.

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