Vicenda sanità e convivenza tra pubblico e privato sempre al centro del dibattito politico regionale, senza considerare la battaglia in corso tra chi punta su Larino, come Centro regionale per le malattie infettive, e chi invece vuole implementare il Cardarelli. A Roma, al ministero della Salute, sono arrivate entrambe le proposte, la prima a firma del commissario Giustini, avallata dal voto del consiglio regionale e dal documento di più di cento sindaci, e la seconda della Direzione Regionale della Salute, che ha mandato il progetto per il Cardarelli. Insomma la battaglia per il centro Covid regionale si sposta nella capitale. Capitale dove è in corso una seconda battaglia, questa volta al parlamento, quella tra le deputate Tartaglione e Occhionero, che hanno chiesto la deroga all’extra budget per Cattolica e Neuromed e chi, come Antonio Federico, dei Cinque Stelle, è al lavoro su alcuni emendamenti al Decreto Rilancio, per impedire i rimborsi forfettari e il pagamento dell’extrabudget per i pazienti extraregionali ricoverati dai privati. Insomma è braccio di ferro sui rapporti con i privati, privati che, però, in queste ultime ore cominciano a ricevere il sostegno dei loro pazienti che parlano di strutture qualificate a cui debbono la loro stessa sopravvivenza e che non debbono essere oggetto di strumentalizzazioni o attacchi politici. È il caso dell’ex presidente della Gam, Enzo Pontarelli, che afferma di aver avuto salva la vita grazie alla professionalità degli operatori Neuromed. Nel 2018 fu colpito da un’emorragia cerebrale al Talamo, rivoverato a Pozzilli, nel giro di due anni ha praticamente recuperato completamente tutte le sue capacità.

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