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Sport - 4 Giugno 2020

La B traccia la strada, in Lega Pro e Serie D situazione caotica

Si è tenuta in videoconferenza l’Assemblea di Lega B che ha definito la data della ripartenza dopo lo stop forzato, il campionato riprenderà nel weekend del 21 giugno con la 29^ giornata, ma prima si disputerà il recupero della 25^ giornata tra Ascoli e Cremonese, match fissato per il 17 giugno. Saranno tre i turni infrasettimanali: il 30 giugno, il 14 luglio e il 28 luglio. L’ultima giornata di campionato si svolgerà il primo agosto, mentre l’inizio dei playoff è stato fissato per il 4 di agosto, con finale di ritorno il 20. I playout si svolgeranno il 7 e il 14 agosto, inoltre l‘Assemblea di Lega B ha dato il via libera alle cinque sostituzioni da distribuire in un massimo di tre momenti nel corso della gara. Definito il percorso del torneo cadetto, lo stesso non si può dire per i campionati a scendere. Lega Pro e serie D sono di fatto due bombe ad orologeria con diverse società sul piede di guerra. In quarta serie la maggiore polemica riguarda le retrocesse, 36 per la precisione le ultime 4 a girone, di cui 31 hanno presentato reclamo. Ancor più complessa la situazione in serie C diversi club si sono schierati contro le decisioni del direttivo Lega Pro in merito al format dei playoff e dei playout, tanto da richiedere un’assemblea straordinaria al presidente Ghirelli per questa domenica, proprio prima del Consiglio Federale della Figc fissato per lunedì 8 giugno. Anche qui tante polemiche, la richiesta di assemblea è stata fatta il 1 giugno dal Bisceglie ma il presidente Ghirelli ha ricordato che lo Statuto di Lega Pro richiede che tra la convocazione e la data dell’assemblea debbano passare minimo 7 giorni. Ecco perché non ci sono i tempi tecnici per la riunione ufficiale considerato che appunto l’8 giugno la Figc dovrà deliberare sui campionati minori. Il caos regna sovrano, anche perché le ultime indiscrezioni dicono che diverse società si stanno allineando per terminare regolarmente la stagione sul campo. Una provocazione lanciata sabato scorso dai calciatori del Ravenna (quint’ultimo nel girone B) e sposata nelle ultime 24 ore da circa 15società. Diversi club ritengono ingiusto il loro coinvolgimento nei Playout per appena 1-2 punti e per questo, se bisogna tornare in campo per i play out, puntano a giocarsi interamente le proprie chance con la fine del campionato. Un’idea che non dispiace neppure alle prime delle tre della classe, che preferirebbero concludere il campionato regolarmente. Una normativa UEFA, infatti, impone la partecipazione ai play off anche alle prime in classifica, una normativa invocata dal Carpi, a tal proposito la Figc può comunque deliberare come da richiesta della Lega Pro ovvero con la promozione diretta per Monza, Reggina e Vicenza. Detto questo il Consiglio Federale sembra orientato a far giocare i Playoff (a partecipazione volontaria) e Playout con la presenza anche delle ultime della classe.

una fase tra Vasto e Chieti

In serie D continua la protesta delle società retrocesse in eccellenza. Qui va fatta tuttavia una differenziazione tra le società ultime e penultime in classifica e destinate a retrocedere, con le quart’ultime, in lotta per la salvezza punto a punto che oggi possono avere il diritto di protestare. 31 su 36 hanno avanzato diffide e reclami, non hanno aderito Verbania, Tuttocuoio, Pomezia e Francavilla, società che hanno accettato le decisioni anche in considerazione, forse, della volontà di ridurre i costi e disputare un torneo regionale piuttosto che uno interregionale. All’appello manca una società, l’ultima retrocessa del girone D. Una tra Crema e Sammaurese appaiate a 35 punti, nell’attesa di capire se il criterio adottato sarà la media punti o gli scontri diretti. Insomma secondo noi nel momento in cui un campionato viene chiuso, come nella fattispecie della serie D, qualcuno deve retrocedere per forza di cose. Il numero retrocesse a girone è stato ovviamente conteggiato in base a quelle che scendono dal torneo di lega pro e al numero di società provenienti dal torneo di Eccellenza. In tale ottica capiamo davvero le ragioni delle società che in lotta punto a punto per la salvezza si ritrovano retrocesse direttamente nel torneo regionale. Questo è chiaro, detto questo, se davvero andiamo incontro ad una crisi nazionale del calcio dilettantistico, sicuramente ci saranno delle mancanze nella composizione dei prossimi organici per la stagione 2020/2021, ed in tale ottica le società forti con i conti in ordine sotto tutti i punti di vista saranno senz’altro in prima linea per il ripescaggio. I ricorsi ci saranno, ma oggettivamente vorremmo sapere quante delle 31 società in protesta hanno la forza di restare in serie D. Guardiamo da vicino il girone F Jesina, Chieti, Avezzano e Sangiustese erano oggettivamente ad un passo dall’eccellenza. La Jesina era praticamente retrocessa mentre le altre tre accusavano già un ritardo di 8 lunghezze dalla salvezza, ecco perché questa protesta è più un’occasione per cavalcare un’onda nazionale e non guardare in casa propria. 

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