Michele Mignogna

Da alcuni anni la prima decade di giugno coincide con la chiusura delle scuole, volere volare arriva e non possiamo farci nulla. Non voglio entrare nel merito, se la “buona scuola” ha funzionato o meno, lo dimostrerà il tempo. Concentriamoci però sui genitori di questi ragazzi, che in questi giorni si fanno prendere da crisi e agitazioni varie perché “e mo che gli faccio fare a questi tre mesi?”, oppure “devo trovargli qualcosa da fare perché tutto il giorno in casa non va bene”. Fermo restando che sti ragazzi avrebbero anche il sacro santo diritto di riposarsi, o no? Ma poi, possibile che oggi dobbiamo avere il problema di collocare i figli durante tutto l’anno? Io sono genitore di due bimbi, un maschietto e una femminuccia, essendo gemelli oggi hanno terminato le scuole elementari, hanno fatto la quinta, hanno chiuso un ciclo e ne apriranno un altro a settembre. Certo è stata dura anche per noi genitori lasciare le maestre, persone fantastiche che andrebbero moltiplicate per cento, ma ciò non è possibile, è dispiaciuto a loro lasciare gli amichetti con i quali hanno condiviso gioie e dolori di questi cinque anni, le lacrime scappano eccome, soprattutto quando hai a che fare con persone di una umanità straordinaria. Però scusatemi, ma proprio non riesco a capire perché mai dovrei trovare delle attività o una “collocazione” per le vacanze, in queste settimane ci hanno riempito di volantini che invitavano a far partecipare i ragazzi a campi scuola più o meno condivisibili, più o meno seri, volantini che invitavano a far trascorrere ai ragazzi tempo all’aperto, come se li tenessimo sempre chiusi in casa alla fine. No! Non ho nessuna intenzione, voglio che i miei ragazzi si sveglino quando non hanno più sonno, voglio che durante la giornata si annoino pure, voglio che leggano, si leggano molto, insomma voglio una sorta di normalità rispetto a chi sostiene che sia anormale tenerli a casa durante le vacanze, certo alla fine ognuno fa come meglio crede, appunto. Durante l’anno pretendiamo da loro il massimo rendimento scolastico, e anche oltre, pretendiamo che facciano tre o quattro attività extrascolastiche, vogliamo che siano campioni nello sport, campioni in madre lingua, qualsiasi essa sia, pretendiamo che siano dei piccoli scienziati in modo da poterne vantare le gesta, e tutto questo secondo voi è positivo? Per me no, anzi. Mio figlio, Giulio, ha scelto di fare Kung Fu, uno sport che sicuramente non richiede chissà quale immane sforzo fisico, la femminuccia Mariateresa, avendo ripreso totalmente da me è pigra quanto me per cui discorso chiuso in partenza, e vi sembrerà strano, a me sta benissimo cosi. Insomma cari genitori, forse sarebbe meglio che scegliessero da soli la propria strada, sarebbe meglio che la smettessimo per un attimo di imporre ai figli scelte nostre perché “io non l’ho avuto quando ero piccolo ora loro devono averlo”, probabilmente soddisferemo il nostro ego, ma non stiamo facendo un buon servizio. Cari figli, date retta a me, ogni tanto fregatevene dei genitori, divertitevi, giocate, leggete, inventate avventure da fare con i vostri amici e ogni tanto annoiatevi, perché la vita è questa e non quella che altri immaginano per voi.

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