Pubblicato: mercoledì 05 dicembre, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Processo Imam di Larino: tutti assolti gli imputati, tra loro Iorio, Venditti e Giardino

Un’inchiesta nata 10 anni fa, 6 di processo, una serie di imputati esposti alla gogna mediatica e al giudizio pubblico durante il lungo procedimento. Gli stessi imputati che nell’ultima udienza del processo sono stati tutti assolti con formula piena, “perché il fatto non sussiste”. Così ha deciso il collegio dei giudici del Tribunale di Larino presieduto da Michele Russo. Il pubblico ministero Ilaria Toncini aveva chiesto invece la condanna per reati che andavano dall’abuso in atti d’ufficio, al falso, alla truffa. Il processo è quello sulle spese, considerate esagerate dalla Procura, della scuola di musica Imam di Larino fondata da Gaetano Venditti, marito dell’ex deputata Sabrina De Camillis. Insieme a lui sono stati assolti con formula piena: l’ex presidente della Regione, oggi consigliere in carica, Michele Iorio, coinvolto nell’inchiesta per i finanziamenti concessi dalla Regione alla scuola; Guglielmo Giardino, in qualità di sindaco dell’epoca, per aver concesso all’Imam una sede di proprietà del Comune in comodato d’uso gratuito. E assolti anche l’ex segretario comunale Fernando Rosati e i due fornitori di strumenti musicali, Cinzia Di Monte e Salvatore Cianciaruso. Soddisfatto, naturalmente, il legale che ha difeso sia Michele Iorio che Gaetano Venditti, Arturo Messere. “Le contestazioni a nostro avviso non avevano fondamento alcuno e abbiamo dimostrato la regolarità delle procedure” ha poi dichiarato Marco Lorusso, che affiancava lo stesso Messere nella difesa di Gaetano Venditti. Lorusso ha voluto anche sottolineare come l’Imam, oggi ente di formazione, avrebbe potuto rappresentare una forte spinta culturale ed economica per il territorio di Larino, se l’inchiesta non avesse travolto l’iniziativa sul nascere. Soddisfatto, ma senza celare una vena fortemente critica, l’avvocato Antonio De Michele che nel processo ha difeso l’ex sindaco Giardino: “Si chiude ancora con un’assoluzione l’ennesimo processo figlio di una stagione triste iniziata con Black Hole, che ha travolto tante persone successivamente assolte dai giudici” ha detto De Michele, “Gli imputati sono stati sotto processo per tutti questi anni, esposti al pubblico ludibrio, per qualcosa che non è mai accaduta” ha poi concluso.

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