Pubblicato: mercoledì 07 novembre, 2018 - Tempo di lettura: 3 min.

Costi della politica e partecipazione dei dirigenti regionali in tv, Fanelli attacca Toma: “In pericolo l’autonomia amministrativa”

Di GIOVANNI MINICOZZI

Fa discutere molto, dentro e fuori dai palazzi della politica, la nota “stonata” inviata dal Presidente Donato Toma ai direttori dei dipartimenti della Regione e per conoscenza agli assessori della sua giunta. In sostanza, il governatore, richiamando l’Art.33 comma 2 lettera F dello statuto regionale, ha imposto a dirigenti, funzionari, e vertici politici di non partecipare a convegni, trasmissioni televisive e altri eventi senza preventiva autorizzazione allegando alla richiesta il programma dettagliato dell’evento. Sull’argomento hanno presentato una interpellanza i consiglieri del Pd, Vittorino Facciolla e Michela Fanelli, che si sono dichiarati totalmente insoddisfatti dalla risposta data da Toma il quale ha spiegato che si tratra solo di far rispettare le norme contenute nello statuto che, in verità, non corrispondono ai contenuti della sua missiva.
Risulta sacrificato il principio del corretto esercizio dell’autonomia della sfera amministrativa rispetto a quella politica” ha dichiarato Michela Fanelli.
“È evidente che c’e’ una lesione della differenza dei ruoli tra l’ammimistrazione e il potere politico – ha spiegato Fanelli. È chiaro che non deve riguardare un cattivo uso della funzione pubblica dei dipendenti ne’, tantomeno, violare il codice etico. Mai eravamo arrivati,e nessuna regione lo prevede, a un tale accentramento in mano agli organi politici, in particolare il Presidente“.
– Il governatore Toma richiama il rispetto di una norma statutaria.
Sì, è chiaro che vanno comunque attuate. Noi aspettiamo una regolamentazione puntuale che eviti di dare tutto il potere in mano alla parte politica, lo dico da politico, i dirigenti hanno questa grande competenza che per fortuna prevede solo il rispetto delle leggi e, nel caso vi siano tutte le caratteristiche, i dirigenti e i funzionari hanno liberta’ di parola, di pensiero, di espressione anche delle posizioni regionali con correttezza e con rispetto del lavoro che svolgono. E’una precondizione per offrire ai cittadini la possibilità di valutare l’operato pubblico ed e’una condizione che soprattutto da minoranza richiamiamo l’attenzione dei cittadini molisani e speriamo che con questo sprono, con questa indicazione non si facciano abusi rispetto a un potere che sa tanto di “re sole” e poco di stato democratico che e’ ancora quello nel quale per fortuna viviamo“.

A dire il vero però il Pd non contesto’ ne’ Frattura, ne’ i vertici dell’Asrem quando un dirigente medico per lo stesso motivo subi’ un provvedimento disciplinare. Ma tant’è! Intanto, Michela Fanelli ha presentato una proposta di Legge per ridurre le indennita’ dei consiglieriregionali del 10% e per eliminare il cosiddetto premio di reinserimento.
È una stagione in cui il Pd ha capito che maggiore morigeratezza, piu’tagli dei costi della politica fanno parte del proprio DNA. Io stessa per dieci anni non ho percepito indennita’ o una ridotta indennita’ da sindaco e oggi ho voluto portare questa legittima richiesta dei cittadini all’interno del consiglio regionale. Significa un taglio alle indennita’ dei consiglieri in carica e l’eliminazione di quella che e ‘considerata la buonauscita dei consiglieri. Vorremmo essere valutati anche per questa capacita’ di ridurre i costi ma al tempo stesso rendere un servizio di qualita’ per i cittadini”.

Dunque il Pd, seppur con molto ritardo, si sta svegliando sul tema dei costi della politica. Noi diciamo ” meglio tardi che mai”.

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