Pubblicato: mercoledì 05 settembre, 2018 - Tempo di lettura: 3 min.

Terremoti e sanità, nuove emergenze ma il governo Conte rinvia. Toma affida la ricostruzione agli ‘esperti’ di Frattura e punta i piedi sul commissario ad acta

di GIOVANNI MINICOZZI

Nonostante le tante difficoltà che già da anni affliggono il Molise (crisi occupazionale in primis tra Gam, Ittierre, zuccherificio e altre aziende ridotte alla canna del gas) nell’ultimo periodo, per causa di forza maggiore, sono venute a galla due emergenze che di giorno in giorno appaiono sempre di più irrisolvibili. Ci riferiamo ai terremoti e alla sanità. Infatti a distanza di circa un mese dalla scossa più temuta il governo Conte ancora non decreta lo stato di emergenza e le comunità colpite, di fatto, sono state abbandonate al loro destino nonostante il pregiato lavoro svolto dalla protezione civile, con i pochi mezzi rimasti, dai Vigili del Fuoco e dai volontari. Mancando però la dichiarazione dello stato di emergenza le popolazioni coinvolte e i sindaci sono stati relegati all’impotenza. La Regione, dal canto suo, non ha le risorse necessarie per sostituirsi allo Stato ma, forse, un primo decreto sulla calamità sarebbe stato necessario approvarlo dalla Giunta Regionale. Di certo però la responsabilità principale è del governo nazionale che rinvia sistematicamente la decisione e non decreta lo stato di emergenza. Peraltro non è sfuggita la circostanza che, a parte il capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, nessun ministro, nessun vice ministro , nessun sottosegretario di Stato è venuto in Molise a portare conforto ai terremotati, a differenza della campagna elettorale per le politiche del 4 Marzo e quella delle regionali del 22 Aprile quando il Molise era diventato il centro del mondo. Ma tant’è! Sempre sull’emergenza terremoto è da sottolineare che la ricostituzione riferita ai comuni del cratere del 2002 sedici anni dopo è bloccata e non si comprende come possa essere completata per il 30% mancante entro il prossimo mese di dicembre. L’incolpevole Presidente Donato Toma, che ha incontrato sindaci, si è impegnato a chiedere una proroga e pensiamo che lo farà ma il risultato non è garantito e il rischio di perdere le risorse è concreto. Paradossalmente però nel citato incontro con i sindaci al fianco del Presidente Toma erano seduti i responsabili veri della pessima gestione Frattura- Ciocca , cioè coloro che, di fatto, hanno bloccato quella ricostruzione, ovvero Mariolga Mogavero e Manuel Brasiello. Come possono Mariolga Mogavero e Manuel Brasiello continuare a gestire il loro stesso fallimento? Misteri della burocrazia e della continuità amministrativa!!
L’ultima emergenza, ancora più pericolosa per i cittadini, è legata alla totale disorganizzazione del sistema sanitario dovuta anche alla mancata nomina da parte del governo giallo-verde del commissario ad acta .Sono passati quattro mesi dell’insediamento del nuovo governo regionale e il tira e molla non finisce mai. Donato Toma rivendica, a ragione, quel ruolo ma il ministro Giulia Grillo ha detto a chiare lettere che preferisce un tecnico e non il Presidente della Regione. Nelle ultime ore si è appreso che un alto dirigente del ministero della Salute ha incontrato Toma e gli ha chiesto di indicare lui un tecnico di sua fiducia per ricoprire il ruolo di commissario ad acta ma il Presidente ha puntato i piedi e ha insistito sul suo nome. È facile prevedere, a questo punto, che a Roma decideranno senza il consenso del Governatore.
Dunque resta una situazione di stallo in un contesto di debolezza e di scarsa autorevolezza del Molise rispetto al governo il quale ha già dimostrato di non amare il Molise. Uno stallo che, peraltro, non aiuta a risolvere l’inefficienza del sistema sanitario dovuta anche alla mancata nomina del commissario ad acta ma il risultato negativo ricadrà ,ancora una volta, sulla testa dei molisani.

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Il Giornale del Molise - reg. Tribunale di Campobasso n. 269 del 11/10/2001- Editoria: Editoria Innovazioni Sviluppo srl - via San Giovanni in Golfo ZI - P.IVA 01576640708
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