Pubblicato: venerdì 24 agosto, 2018 - Tempo di lettura: 3 min.

Interfibra - Internet veloce + chiamate illimitate a partire da 9  al mese Terremoto: Molise in ginocchio, riapre la Bifernina ma viabilità disastrata. Protezione civile in affanno

di GIOVANNI MINICOZZI

Lo sciame sismico che ha colpito il medio – basso Molise sembra non finire mai e ha messo in ginocchio l’ intera Regione già massacrata da una parte della classe politica che l’ha governata. Lo stato drammatico della viabilità principale e secondaria si è accentuato e il Molise, con la chiusura dei viadotti sul Liscione, è rimasto spaccato a metà per diversi giorni. E’ necessario progettare e realizzare rapidamente soluzioni alternative al viadotto sul liscione poiché le difficoltà di mobilità per persone e merci sono diventate disumane in tutta la regione. La tragica situazione dei trasporti mette a rischio la sicurezza dei cittadini e i posti di lavoro con le imprese pronte a delocalizzare. In tale contesto però l’Anas finalmente si è decisa a controllare meticolosamente i viadotti sulla diga del Liscione fino ad ora ne’ collaudati ,né oggetto di particolari attenzioni come la struttura richiedeva. Gli stessi controlli andrebbero estesi al Verrino, al Gamberale e a tutte le opere d’arte realizzate agli inizi degli anni ’70 e comunque servono alternative e investimenti importanti per sostituire i vecchi manufatti.

Intanto le autorità nazionali preposte alla sicurezza invitano a mantenere alto il livello di guardia e non escludono ulteriori scosse telluriche. Il tutto mentre i molisani soffrono in silenzio sia per le ataviche difficoltà quotidiane sia per il terrore del terremoto.

Ma non finisce qui!

I cittadini sono in ansia anche per lo stato della Protezione Civile, di fatto, smantellata dalla gestione Frattura -Ciocca. Fino ad ora non sono servite a niente le tante inchieste fatte da Telemolise, le interrogazioni parlamentari e perfino una denuncia alla procura, poi archiviata, presentata dall’allora senatore Ulisse Di Giacomo per chiedere se la protezione civile fosse in grado di garantire la sicurezza. Intanto gli sfollati aumentano, sono già circa quattrocento e, da quanto è dato sapere, mancano tende e brandine e quelle poche esistenti sono in pessimo stato. Non si conosce neanche dove siano finiti i tanti mezzi che erano stati acquistati dal dipartimento nazionale della protezione civile con oltre venti milioni di euro. I pochi rimasti sono guasti e senza revisione tanto che gli autisti volontari si sono rifiutati di utilizzarli. Per spostare la cucina da campo nella zona del cratere sono stati utilizzati gli automezzi dei vigili del fuoco. Il sistema di radio ricetrasmittenti è stato smontato per attivare dei ponti Telecom del tutto inefficienti costati alcune centinaia di migliaia di euro e,si dice, che avrebbero ricevuto il parere negativo della Commissione Telecomunicazione del Dipartimento. Azzerato anche il monitoraggio del territorio. Una situazione comatosa che è stata di ostacolo anche per i soccorsi alle popolazioni terremotate mentre in passato la protezione civile molusana era considerata tra le migliori d’Italia.

Giuseppe Giarrusso

Per fortuna l’esperto architetto Giuseppe Gianrusso, nominato il 7 Agosto al vertice del IV dipartimento con competenze anche sulla protezione civile, ha saputo gestire la situazione da par suo. Ora si impone un potenziamento del sistema regionale di protezione civile e la ricerca di eventuali responsabilità sostituendo chi è stato complice dello smantellamento e occupa ancora posti importanti. Peraltro lo stesso Gianrusso, gia’ responsabile dell’agenzia con Michele Iorio e destituito in tronco da Paolo Frattura, ha dichiarato che l’attuale sistema di protezione non è in grado di garantire nessuno. Da ultimo una domanda banale alla classe politica: in caso di patologie tempo -dipendenti come si trasferiranno i pazienti da un capo all’altro della regione mancando un servizio di elisoccorso? I molisani hanno il diritto di sapere e gli organi preposti al controllo della legalità ( Magistratura e Corte dei Conti) hanno il dovere di verificare eventuali responsabilità penali e amministrative nei confronti di chi non garantisce la sicurezza e su eventuali illegalità commesse durante la passata gestione della protezione civile.

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