Pubblicato: lunedì 16 aprile, 2018 - Tempo di lettura: 2 min.

Regionali, Di Maio e Salvini al Vinitaly ma snobbano la Tintilia

I risultati elettorali del Molise e del Friuli non possono avere una concreta influenza sulle vicende nazionali.

Il risultato delle regionali molisane conterà anche a livello nazionale.

Divisi, almeno nelle dichiarazioni, anche a Vinitaly. Luigi Di Maio e Matteo Salvini non hanno smesso di lanciarsi frecciate e dare ai cronisti politici materiale da prima pagina. Il capo dei cinque stelle, dopo i proclami della prima regione potenzialmente conquistata dal movimento, ha all’improvviso abbassato i toni e ora slega il risultato dalla trattativa per la formazione del governo.

Per il leader della Lega, oggi tornato in Molise, ogni voto, anche nel comune più piccolo, vale. Anche il voto del piccolo Molise – ha ribadito Salvini – conterà eccome se conterà. Leggo – ha aggiunto – di ammucchiate di governi tecnici, tutti insieme per non fare niente. Mi aspetto – è la conclusione del capo dei leghisti, un voto di chiarezza sia in Molise che in Friuli.

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Ma quando si è trattato di vino, però, sia Di Maio che Salvini hanno voluto scommettere sul sicuro: un rosato di un’azienda campana per il napoletano pentastellato, un brunello per il varesino della Lega. Che ha mostrato di saperne qualcosa in più e ha consigliato al suo potenziale alleato di bere uno Sforzato della Valtellina, per compiere uno sforzo verso la soluzione della trattativa.

E per restare in tema di vino, cresce il consenso per i prodotti messi in vetrina dalle aziende molisane, con un notevole incremento per la tintilia e per l’export. Lo scenario, però, resta ancora molto complicato, specie per i prodotti per i non sono ancora garantite le denominazioni. Secondo Coldiretti la situazione rischia di aggravarsi per il mancato aggiornamento da parte dell’Unione Europea delle liste comunitarie di tutela delle denominazioni legate con varietà autoctone. Dal Bonarda dell’Oltrepò Pavese, alla Falanghina del Sannio, alla Tintilia del Molise.

Un argomento, quello del settore vinicolo e del turismo del vino, solo sfiorato in campagna elettorale, ma che nella fragile economia regionale rappresenta una delle poche voci con il segno più davanti e costituisce un valido biglietto da visita per un prodotto sempre più apprezzato, in Italia e all’estero.

gdt

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