Pubblicato: sabato 30 dicembre, 2017 - Tempo di lettura: 3 min.

Conferenza di fine anno. Sulla BioCom Frattura si lava le mani: “Non ne sono più socio”

di PASQUALE DI BELLO

Conferenza stampa di fine anno e di fine mandato per il presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura. Il governatore si è presentato davanti ai giornalisti per tracciare un bilancio dei cinque anni trascorsi ma l’attualità politica e le questioni aperte hanno preso il sopravvento. Quella che per Frattura doveva essere una conferenza stampa disinvolta e sicura, si è presto trasformata in una specie di corsa nei sacchi che ha fatto zompettare goffamente il governatore su più di un argomento. A partire dalle alleanze politiche e dalle defezioni copiose che hanno falcidiato la sua maggioranza. A partire da quella dell’azionista di maggioranza della legislatura ormai alla fine: Aldo Patriciello. Secondo Frattura, è normale che Patriciello si sia orientato verso il centrodestra. E’ ed è restato anche in questi cinque anni un parlamentare di Forza Italia, ha detto Frattura lasciando sgomenti gli ascoltatori. Come se il movimento che più di altri ne ha garantito l’elezione, Rialzati Molise, fosse nato come un fungo sotto un albero dopo un giorno di pioggia e non grazie ad una precisa scelta dell’euorodeputato. Frattura non perde l’occasione per dare una stilettata anche a Vincenzo Cotugno, eletto proprio con Rialzati Molise. Non mi sembra come egli sostiene che sia stato emarginato, ha avuto ruoli importanti prima come delegato alla programmazione e poi come presidente del Consiglio regionale. Frattura parla anche dei fatti di casa altrui e se la prende con il giudice Di Giacomo. Il suo appello ad una sorta di governo di salute pubblica – ha detto – doveva essere fatto cinque anni fa e non ora. Per la prossima legislatura, aggiunge, non serve un minestrobe politico.Ma la questione centrale Frattura ce l’ha in casa propria, all’interno del PD, con la strenua opposizione del senatore Ruta che ha dato vita all’Ulivo 2.0. Ruta non ha condiviso il mio metodo di lavoro – dice – ma per me parlano i fatti dei quali – chiaramente – Frattura offre una lettura positiva. Non è una questione personale, aggiunge, e ci sono ancora i tempi per fare celebrare le primarie. Però certamente – dice – non mi candiderò a dispetto del mio partito. Non poteva mancare – come il carciofino al cenone di fine anno – la polemica con la stampa che, secondo Frattura, racconta solo storie negative. Peccato però che quelle positive vadano cercate col lanternino. Se la Sanità è allo sfascio, se disoccupazione, povertà, crisi industriali sono all’ordine del giorno, se permangono privilegi odiosi per la Casta, non è certo colpa della Stampa che racconta la deprimente realtà dei fatti.

Ma il meglio di se, lo sprint finale nella sua comica corsa nel sacco, Frattura lo offre sulla vicenda BioCom, laddove sentenzia: “Non ne sono più socio”. Come se l’aver dismesso le quote della società lo esimesse dallo spiegare ai molisani che fine hanno fatto circa 300mila euro ricevuti, quando egli nella società ci stava con mani, piedi e portafogli.

Insomma: Patriciello lo lascia? E’ normale, è di Forza Italia. Nel PD e fuori non lo vuole più nessuno? Facciamo le primarie, dice. La BioCom? E io che c’entro? – afferma. Non ne faccio più parte e semmai saranno le banche a risarcire la Regione viste le fideiussioni.

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La conferenza stampa finisce qui, e anche la legislatura di Frattura alla quale, vista anche l’odierna e stralunata corsa nei sacchi, si può dare un solo, unico, solido, incrollabile aggettivo: stupefacente.

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