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venerdì, Maggio 31, 2024

A tre mesi dalla morte dell’imprenditore Paolo Felice, il ricordo dell’ex sindaco di Trivento Tullio Farina

TriventoA tre mesi dalla morte dell’imprenditore Paolo Felice, il ricordo dell’ex sindaco di Trivento Tullio Farina

A tre mesi dalla morte dell’imprenditore Paolo Felice, il ricordo dell’ex sindaco di Trivento Tullio Farina. “Provvedo a ricordare l’imprenditore Paolo Felice a tre mesi dalla sua scomparsa come un atto doveroso e sentito, non avendo avuto, a suo tempo, la possibilità di farlo. È un obbligo che mi impone il legame di amicizia che mi legava a lui “Come un fulmine a ciel sereno ho appreso la dolorosissima dipartita di Paolo Felice, mio grande amico degli anni giovanili, nonché imprenditore intraprendente, laborioso e coraggioso. Qualche mese prima lo avevo incontrato davanti al bar Ciccarella e, come al solito, quando mi vedeva, mi salutava e mi dava sempre qualche novità, però in questa occasione, sapendo che io non stavo bene, mi diceva che anche lui aveva problemi di salute. Pensando che scherzasse e che volesse in qualche modo essere solidale con me, gli risposi con una delle mie solite battute “Paolè, non scherzare, ognuno si porta la croce sua”. Mai avrei immaginato che in quello che mi diceva ci fossero le avvisaglie di un evento funesto. Come già detto, sono stato amico di Paolo dal 1968, essendo io del 1948 e lui del 1952, ci dividevano solo quattro anni. In quel periodo, ricordo che avevo comprato una Cinquecento di seconda mano da un mio zio di Roma, perché appena patentato e Paolo, sebbene fosse più piccolo, mi faceva da istruttore essendo appassionato di automobili e soprattutto di camion che aveva il padre. Il suo amore per quella macchina era più grande di quello che avevo io, stava sempre a pulirla e lucidarla come se fosse nuova. Stavamo sempre insieme in giro con quel “verricillo” cosi lo chiamavo io per la sua piccolezza. Ricordo anche che in quell’anno i genitori lo misero in un collegio a Campobasso per evitargli distrazioni, per farlo studiare meglio. Non condivise la scelta fatta dai genitori e per mitigare il suo dispiacere, ogni domenica pomeriggio, quando non ritornava a Trivento, andavo a Campobasso per farlo uscire dal collegio e fare i giri con la macchina. Conseguito il diploma da geometra, si è subito inserito nell’azienda familiare ed ha iniziato a lavorare per la crescita della stessa. Non gli sono mancati né l’intelligenza, né la volontà, tanto meno l’impegno per fare bene. Lo si vedeva sempre sui mezzi di lavoro con il consueto sorriso ed una simpatia quasi innata.  Buono, loquace, comunicativo, generoso sapeva essere amico di tutti; per tutti aveva una battuta, uno sfottò con il conseguente ritorno che rendeva il clima allegro ed amicale. Difficile litigare con lui e se pur sorgeva qualche screzio era il primo a chiarire e a scusarsi. Non senza motivo i suoi operai gli volevano tutti un gran bene. Ricordo che in occasione del matrimonio di suo figlio Luigi, con una mia nipote, tutti i suoi operai furono quasi invitati speciali. Per le alterne vicende della vita ha dovuto iniziare un nuovo percorso lavorativo aprendo un nuovo impianto di calcestruzzo a Casacalenda e in questa nuova avventura ha dimostrato tutto la sua imprenditorialità, il suo coraggio e la sua intraprendenza; forniva cemento per tante opere edili del basso e medio Molise. Insomma, l’impianto calcestruzzi di Paolo Felice era sinonimo di garanzia, efficienza e tempestività nelle forniture. E in questo nuovo progetto ha avuto anche l’intelligenza e la lungimiranza nel futuro dando la preziosa opportunità ai figli Luigi e Alessio di sviluppare e completare con successo la nuova iniziativa. È il successo nell’attività edilizia non è certo mancato perché l’esempio e gli insegnamenti del padre non sono caduti nel vuoto ma su un terreno preparato e coltivato a dovere. Oggi Paolo non c’è più perché un destino crudele ha spezzato la sia vita nel giro di qualche mese, ma resta incancellabile il suo esempio di imprenditore attivo, intraprendente e coraggioso da imitare e continuare nel tempo. Mancherà a tutti noi, il suo continuo ricordo mitigherà la nostra tristezza Con Paolo va via anche un pezzo indimenticabile della mia gioventù che conservo e conserverò per sempre nel mio cuore. Addio Paolo, arrivederci a quando sarà, in cielo per continuare sulla via lattea i nostri giretti con la indimenticabile Cinquecento”.

 

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