Trecento milioni di euro per sostenere la filiera italiana dell’automotive e accompagnarla nella delicata fase della transizione tecnologica e industriale. È quanto previsto dal decreto firmato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che introduce lo strumento dei cosiddetti mini contratti di sviluppo destinati alle aziende del comparto. Una misura che interessa direttamente anche il Molise, inserito tra le regioni del Mezzogiorno alle quali è riservata una quota significativa delle risorse e che potrebbe rappresentare una nuova opportunità per le imprese della filiera automotive, in particolare in una fase cruciale per il futuro dello stabilimento Stellantis di Termoli e del suo indotto. Il provvedimento dà attuazione a quanto previsto dal Dpcm del 10 giugno scorso, che ha rifinanziato il Fondo Automotive con l’obiettivo di favorire la transizione verde e lo sviluppo di tecnologie avanzate per una mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni nel settore dei trasporti. «Con questo provvedimento diamo a tutte le imprese della filiera uno strumento mirato per continuare a investire nelle tecnologie e nella transizione, accompagnando così il settore in questa fase di trasformazione industriale per rispondere alle esigenze del mercato e tutelare un settore chiave del Made in Italy», ha dichiarato il ministro Urso. Nel dettaglio, potranno essere finanziati programmi finalizzati allo sviluppo, all’ingegnerizzazione, al testing e alla produzione di nuovi veicoli e soluzioni per la mobilità. Spazio anche allo sviluppo di sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni, oltre che di componenti, parti, sistemi e tecnologie avanzate per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura. Le risorse potranno inoltre sostenere processi di diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche caratterizzate da un’elevata intensità di ricerca e sviluppo. Gli investimenti produttivi potranno essere accompagnati da progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, oltre che da programmi di formazione del personale. Per questi ultimi è previsto un limite massimo pari al 10% dell’investimento complessivo. Particolare attenzione è riservata alle piccole e medie imprese. Il 60% delle risorse disponibili sarà infatti destinato alle iniziative proposte dalle PMI, con una quota pari a un quarto riservata esclusivamente alle micro e piccole imprese. Un ulteriore 40% delle risorse sarà invece rivolto ai programmi realizzati negli stabilimenti del Mezzogiorno, nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Previste inoltre specifiche premialità per le imprese in possesso del rating di legalità e della certificazione della parità di genere, alle quali sono riservate due quote del 10%. Le agevolazioni potranno essere concesse sotto forma di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, arrivando a coprire fino al 75% delle spese ammissibili. Le aziende potranno presentare le domande anche in forma congiunta, fino a un massimo di cinque partecipanti. Le richieste saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione e attraverso un’istruttoria articolata in due fasi. La concessione delle agevolazioni dovrà essere deliberata entro 120 giorni dal ricevimento della domanda. Con un successivo decreto direttoriale saranno definite nel dettaglio le modalità per la presentazione delle richieste e per l’accesso agli incentivi. Per il Molise, dove il comparto automotive rappresenta uno dei principali pilastri del sistema produttivo regionale, la misura potrebbe dunque offrire nuove opportunità di investimento e riconversione tecnologica per le aziende dell’indotto, in un momento segnato dalle profonde trasformazioni del mercato dell’auto e dalla necessità di garantire competitività e occupazione.



