
Partiamo da un dato di fatto e parliamo di Campobasso: per essere eletti consigliere in un comune superiore ai 15mila abitanti (ma anche negli altri), a differenza del Parlamento, bisogna scrivere un nome, e quindi occorre esprimere una preferenza all’interno di un partito che si è scelto. I voti quindi, al primo turno, vanno cercati e guadagnati ad uno ad uno dai candidati. La fase politica entra in gioco solo al secondo turno, laddove la scelta non è tra liste,ma tra candidati a sindaco espressione di una coalizione. Alle comunali del 2024 a Campobasso hanno vinto i candidati del centrodestra ma non il centrodestra che invece al ballottaggio ha perso. Le ragioni sono molteplici, compresa la scarsa o nulla spinta della coalizione al secondo turno. Qualcuno si è spinto anche a parlare di disimpegno. Campobasso, quindi, con Marialuisa Forte si è confermata città di sinistra a trazione, in questo caso, neo democristiana. Posto questo paletto, ve ne è un secondo: quello del 31 dicembre di quest’anno. Se davvero le opposizioni, centrodestra e cantiere civico, volessero presentare e votare una mozione di sfiducia e quindi collegarsi alle elezioni politiche di primavera con un solo election day per Comune e Parlamento, dovrebbero farlo entro fine anno. La cosa, fatta successivamente, aprirebbe una lunghissima fase di commissariamento sino alla primavera 2028 e con la possibilità che si voti con le regionali di quell’anno. Al momento tutte queste restano ipotesi di scuola. Vista dietro le quinte, la vicenda non presenta al momento alcun presupposto per il tutti a casa. Per una serie di ragioni, prima tra le quali è che a casa quasi nessuno intende tornarci. La seconda è che quasi nessuno intende affrontare una nuova campagna elettorale guadagnando voto per voto e quel nome scritto sulla scheda. La terza è che nessuno è pronto per garantire una proposta alternativa alla città. Marialuisa Forte, con molta probabilità, arriverà per queste ragioni a fine mandato. Anche grazie a puntelli e correttivi, come il possibile ampliamento della Giunta. Su questo versante circola infatti da giorni il nome dell’ex leghista Alberto Tramontano che, in più occasioni, ha mostrato segnali di collaborazione con l’attuale amministrazione.



