Prima dell’estate le piste battute erano almeno tre o quattro, ora – stando a quanto trapela – ne resta solo una che è quella passionale. Si indaga in questa direzione per arrivare alla soluzione del giallo di Pietracatella. Decisivi potrebbero essere da una parte il lavoro svolto dalla Squadra Mobile guidata da Marco Graziano in particolare nelle ultime settimane con una attività che non si è fermata nemmeno nei giorni di Ferragosto; dall’altra l’esito degli esami che stanno svolgendo gli esperti tedeschi a Berlino su alimenti e reperti prelevati dalla casa della famiglia Di Vita. In queste ore scade uno dei termini concessi per un primo deposito, ma dalla Germania nulla è ancora arrivato e potrebbe dunque servire più tempo. “Al momento nessuna relazione dei consulenti tedeschi è stata depositata”, ha fatto sapere stamattina la procuratrice di Larino Elvira Antonelli. “Ritengo – ha aggiunto – ci saranno richieste di proroga di 30 giorni ciascuna entro e non oltre i 6 mesi dalla data di inizio delle operazioni di consulenza tecnica come previsto dal codice di procedura penale”. La Antonelli infine ha voluto anche ricordare che “le attività sono numerose e complesse”. L’inchiesta sulla morte di Sara Di Vita e di sua mamma Antonella Di Ielsi, avvelenate con la ricina a dicembre, resta dunque al momento contro ignoti per quanto riguarda l’ipotesi di reato di duplice omicidio premeditato; 5 medici invece sono indagati per omicidio colposo relativamente agli accessi in ospedale delle due donne subito dopo i malori. I sei mesi per le indagini preliminari stanno per scadere e anche in questo caso si va verso una richiesta di proroga. In queste ore trapela anche che gli investigatori sono di nuovo concentrati su Gianni Di Vita. Si stanno facendo nuovi accertamenti e approfondimenti sull’ex sindaco.




