Una camera di consiglio durata poco più di un’ora. Quindi la Corte d’Assise presieduta da Enrico Di Dedda ha letto la sentenza di primo grado. Condanna a 21 anni per Irma Forte, per l’omicidio volontario del Marito Carlo Giancola, colpito alla testa con un pezzo di legno alla Vigilia di Natale del 2022 nella loro casa a Santa Maria del Molise. Il Pm Marco Gaeta, nella sua requisitoria, aveva chiesto 24 anni. Non ha rilasciato dichiarazioni. Per Giuseppe De Rubertis e Demetrio Rivellino, legali della donna, presente in aula ma senza farsi riprendere dalla telecamere, andava riconosciuto l’eccesso colposo. “Una sentenza che non ci soddisfa” hanno commentato.
“Andavano riconosciute anche altre attenuanti” hanno aggiunto. “Lette le motivazioni, ricorreremo in appello”.
Irma forte in aula aveva aveva chiesto perdono per quanto fatto, chiedendo perdono e sostenendo di aver agito per esasperazione, dopo anni di provocazioni e vessazioni. “Lei è dispiaciita, è libera, ma ha il peso di quello che ha fatto”.



