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venerdì, Luglio 31, 2026

Spiagge 2026, Legambiente: il 32% della costa molisana è a rischio erosione

Ambiente e territorioSpiagge 2026, Legambiente: il 32% della costa molisana è a rischio erosione

Il litorale molisano è tra quelli che soffrono maggiormente gli effetti dell’erosione costiera. È quanto emerge dal rapporto “Spiagge 2026” di Legambiente, che fotografa lo stato di salute delle coste italiane e richiama l’attenzione sulla necessità di accelerare le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e di tutela degli ecosistemi costieri. Secondo il dossier, il Molise dispone di 32 chilometri di costa bassa, dei quali il 32% è interessato da fenomeni di erosione, una delle percentuali più elevate a livello nazionale, inferiore soltanto a quella della Basilicata. Un dato che conferma la crescente vulnerabilità del litorale regionale, esposto agli effetti dell’innalzamento del livello del mare, delle mareggiate sempre più intense e della pressione esercitata dall’uomo sul territorio. Sul fronte degli eventi meteorologici estremi, Legambiente ha censito quattro episodi nei comuni costieri molisani dal 2010, tre dei quali verificatisi tra il 2015 e il 2026, a conferma di un fenomeno che interessa anche la costa adriatica regionale.
Il rapporto evidenzia inoltre criticità sul versante della balneabilità. In Molise 2,7 chilometri di costa risultano non monitorati o interdetti alla balneazione, pari all’8,4% della costa sabbiosa, una quota superiore alla media nazionale del 6,7%. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di tratti in prossimità delle foci dei corsi d’acqua, dove persistono problematiche legate alla qualità delle acque. Non a caso il dossier richiama anche i risultati di Goletta Verde 2026, che in Molise ha rilevato valori oltre i limiti di legge in due dei quattro punti campionati, entrambi situati alle foci del Saccione e del Biferno, confermando la necessità di investire sul miglioramento dei sistemi di depurazione e sul controllo degli scarichi.
Per affrontare queste criticità, Legambiente propone una serie di interventi che interessano direttamente anche il Molise: dall’attuazione di un Piano nazionale per l’adattamento delle coste allo stop al consumo di suolo e alla cementificazione, fino alla tutela delle dune e della Posidonia oceanica, considerata un elemento fondamentale nella difesa naturale del litorale. L’associazione chiede inoltre che almeno il 50% delle spiagge di ogni Comune rimanga a libera fruizione e che le future concessioni balneari siano assegnate privilegiando criteri di sostenibilità ambientale, accessibilità e qualità dei servizi. Per Legambiente la sfida è ormai non più rinviabile: proteggere le coste significa difendere un patrimonio ambientale, economico e turistico sempre più esposto agli effetti della crisi climatica.

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