Pubblicato: mercoledì 12 giugno, 2019 - Tempo di lettura: 2 min.

Parco nazionale del Matese, scende in campo il comitato “Montagna Libera”

Dal comitato Montagna Libera – movimento nato in difesa degli interessi collettivi dei cittadini dell’area matesina – riceviamo e pubblichiamo alcune riflessioni sull’istituzione del Parco nazionale del Matese. L’augurio è che si apre al più presto un confronto costruttivo per raggiungere obiettivi condivisi da tutti.

“Il comitato “Montagna libera”, neonato movimento in difesa degli interessi collettivi, intende intraprendere un’azione in favore delle istanze che più stanno a cuore ai cittadini dell’area matesina. In modo particolare evidenziare quali possano essere le eventuali problematiche connesse all’istituzione di un’area protetta, quale quella del “Parco Nazionale del Matese”, senza un’attenta e oculata valutazione delle effettive conseguenze per il tessuto socio-economico dell’area interessata. Particolare attenzione dovrebbe essere, infatti, rivolta alle già precarie condizioni del mercato e delle attività economiche preesistenti nelle aree pedo-montane. A questo si andrebbe ad aggiungere la scarsa, anzi scarsissima, predisposizione del territorio in termini di formazione, conoscenza e ricettività, per poter sfruttare a pieno le potenzialità che un’attenta gestione della risorsa potrebbe esprimere. Al tempo stesso, ciò che suscita particolare interesse è la non meno rilevante posizione che figure istituzionali e non stanno palesando nei confronti della questione. Uno su tutti è l’esempio di alcuni amministratori locali, oggi professatamente contrari all’imminente istituzione dell’area protetta, che all’epoca dei dimenticati vertici comunali, ed extracomunali, deliberavano ripetutamente ed incondizionatamente a favore della stessa, senza tener minimamente conto delle esigenze delle varie figure economiche presenti sul territorio, degli usi, dei costumi e delle reali necessità di cassa per gli enti locali. Se volessimo richiamare la ben nota espressione “non è mai opportuno fare di tutta l’erba un fascio”, il pensiero andrebbe alla più coerente consigliera regionale Micaela Fanelli, la quale, notizia di pochi giorni fa, rivendicando nuovamente la paternità dell’iniziativa, ha prontamente sollecitato le istituzioni per una celere perimetrazione dell’area protetta. La domanda nasce spontanea: quali sono gli effettivi interessi della consigliera? Come mai la sua tanto amata Riccia è stata esclusa dal dominio del “Parco”? Forse perché la consigliera è consapevole che l’uso delle risorse ambientali ed agro-forestali verrebbero fortemente limitate e compromesse? Giustamente, ognuno è responsabile solo del proprio territorio.
Per non tediarvi ulteriormente con toni meramente polemici, chiudiamo auspicando che le figure istituzionali e amministrative, a qualsiasi livello, vengano sospinte esclusivamente dalle istanze e dagli interessi delle comunità locali, tenendo conto delle vocazioni territoriali e del tessuto economico già fortemente compromesso nella sua strutturalità. Il costituente comitato “Montagna libera”, si impegna, nelle sue possibilità, ad attivare un confronto costruttivo, scevro da ogni personalismo, volto a garantire il raggiungimento di finalità espressamente condivise tra tutte le parti interessate. Pertanto, sarà cura degli scriventi adoperare qualsiasi mezzo divulgativo come, comunicati, incontri pubblici e quant’altro necessario. Si coglie l’occasione per rendere nota la nostra volontà nel definire un calendario scandito da periodici incontri pubblici, da svolgere a scopo divulgativo tra tutte le parti interessate”.

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