Un momento di confronto operativo tra istituzioni, professionisti sanitari, enti locali e cittadini, per la costruzione di strategie condivise capaci di rendere l’attività fisica adattata una
reale opportunità di salute anche nelle aree montuose e periferiche del Paese.
Sabato 5 settembre si è tenuto a Capracotta il primo appuntamento del progetto FIT TO WIN – Local Communities dedicato al ruolo dell’esercizio fisico adattato nella prevenzione, nei percorsi di cura e nell’invecchiamento attivo nelle aree montuose e interne del nostro Paese.
Promuovere una nuova cultura dell’attività fisica come strumento di salute pubblica, prevenzione e miglioramento della qualità della vita. È questo l’obiettivo del progetto promosso da ISHEO in collaborazione con La Lampada di Aladino ETS e il Comune di Capracotta, con il contributo non condizionante di Astellas Pharma SpA, che si propone come osservatorio nazionale e piattaforma di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari, associazioni di pazienti, amministratori pubblici e comunità territoriali per favorire un accesso sempre più equo ai programmi di AFA.
Patrocinano l’evento: Comune di Capracotta, UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità ed Enti Montani), l’Ordine dei Medici di Isernia, il Consorzio del Giardino della Flora Appenninica di Capracotta.
L’esercizio fisico rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per la prevenzione delle malattie, il supporto ai percorsi terapeutici e il mantenimento del benessere psicofisico. “Quando parliamo di prevenzione siamo soliti pensare allo screening, oggi, invece, abbiamo parlato dell’importanza della prevenzione primaria, cioè tutti quegli stili di vita che ci permettono di vivere di più e meglio. L’attività fisica è uno strumento importante della prevenzione primaria.- sottolinea Davide Petruzzelli, Presidente de La Lampada di Aladino ETS, e prosegue – Muoversi vuol dire curarsi! I dati scientifici ci indicano che fino al 40% dei casi di tumore può essere evitato grazie a scelte quotidiane consapevoli, all’interno delle quali l’attività fisica regolare si conferma un pilastro imprescindibile. Il movimento riduce il rischio oncologico nella popolazione sana, ma può aiutare significativamente anche chi ha incontrato una patologia oncologica e si sta curando, così come dopo le terapie. Quindi dalla prevenzione primaria fino al post-trattamento, l’attività fisica rappresenta un farmaco naturale, una terapia potente e senza controindicazioni.”
Molte persone che vivono condizioni di fragilità, con patologie croniche o particolari esigenze assistenziali incontrano ancora difficoltà nell’accedere a programmi strutturati e appropriati. FIT TO WIN intende contribuire a superare queste disuguaglianze, promuovendo modelli organizzativi e reti territoriali capaci di integrare stabilmente l’esercizio fisico nei percorsi di prevenzione e presa in carico.
Nell’ambito di questo percorso, il progetto avvia un ciclo di incontri nelle comunità locali italiane, con l’obiettivo di approfondire le opportunità di accesso all’esercizio fisico adattato e di individuare soluzioni concrete per lo sviluppo di tali programmi anche nei contesti più complessi dal punto di vista geografico e organizzativo.
“Ci sono territori ricchi di comunità e potenziale che troppo spesso restano ai margini del dibattito sulla salute e sui nuovi modelli di assistenza. Con FIT TO WIN abbiamo voluto partire proprio dalle comunità montane, territori in cui vivono oltre 10 milioni di persone, per confrontarci su modelli di presa in carico capaci di integrare salute, prossimità e comunità. L’Attività Fisica Adattata e le altre terapie di supporto organizzate attorno alla comunità possono infatti contribuire alla prevenzione, all’invecchiamento attivo, all’inclusione sociale e ai percorsi di cura. L’incontro di Capracotta ha rappresentato un primo passo per promuovere il confronto tra istituzioni, professionisti sanitari, pazienti, pubblico, privato e terzo settore, con l’obiettivo di favorire diagnosi appropriate, presa in carico e accesso tempestivo alle terapie. Perché la distanza dai grandi centri non deve mai significare distanza dall’accesso tempestivo alle cure e all’assistenza” sottolinea Davide Integlia, CEO di ISHEO e promotore del progetto.
Tra i medici che sono intervenuti il prof. Paolo Sportoletti, Sezione di Ematologia, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Perugia e la dott.ssa Paola Varese, Presidente FAVO – Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, il dott. Fernando Crudele, Presidente Ordine dei Medici di Isernia, e il dott. Franco Ionna, Primario Emerito, già Direttore Dipartimento CORP-S assistenziale e di ricerca dei percorsi oncologici Testa-Collo. Presente anche il dott. Daniele Saia, Presidente Provincia di Isernia, Presidente Conferenza dei Sindaci ASREM, e il dott. Giovanni Di Santo, Direttore Generale ASReM – Azienda Sanitaria Regionale del Molise, che ha dichiarato: ”Una giornata ricca di spunti importanti che segna il passo per una riorganizzazione delle attività anche nel mondo della sanità, che deve porre l’attenzione all’Attività Fisica Adattata come strumento per un invecchiamento attivo in salute e benessere”
L’incontro ha infatti acceso i riflettori sulla capacità delle aree interne e montane del Paese di offrire servizi importanti: territori che affrontano sfide significative legate allo spopolamento, all’invecchiamento della popolazione e alle difficoltà di accesso ai servizi sanitari e socioassistenziali, condizioni che spesso incidono negativamente sulle opportunità di prevenzione, sulla diffusione delle informazioni sanitarie e sull’accesso a percorsi strutturati di cura e presa in carico globale dei pazienti.
In questo scenario, l’Attività Fisica Adattata può rappresentare una risposta concreta e sostenibile per favorire la prevenzione delle patologie croniche; supportare i percorsi terapeutici e riabilitativi; migliorare la qualità della vita delle persone che convivono con malattie croniche, comprese quelle oncologiche; promuovere autonomia e autodeterminazione, benessere e invecchiamento attivo; contrastare isolamento sociale e condizioni di fragilità; rafforzare la collaborazione tra servizi sanitari, amministrazioni locali, professionisti e associazioni del territorio.
Una giornata importante per la città in cui abbiamo certificato l’importanza della montagna come una vera “infrastruttura di salute”. In una città come Capracotta che ha investito nella riqualificazione della rete sentieristica, sarebbe bello potesse essere utilizzato anche per attività terapeutiche” così il Sindaco di Capracotta, Candido Paglione, riassume l’impegno della città che ha ospitato con grandissimo entusiasmo e partecipazione l’iniziativa
Tra gli argomenti trattati:
• il valore dell’attività fisica come leva di salute pubblica;
• il ruolo dell’esercizio fisico adattato nei percorsi di prevenzione, cura e nella gestione delle condizioni croniche;
• l’importanza dell’attività motoria per l’invecchiamento attivo e la qualità della vita;
• l’accessibilità ai servizi di prevenzione nelle aree interne e montane;
• le buone pratiche territoriali e i modelli replicabili;
• il contributo delle istituzioni e degli enti locali nello sviluppo di soluzioni sostenibili;
• le opportunità di collaborazione tra sistema sanitario, amministrazioni comunali e comunità locali, organizzazioni private e del terzo settore.
Parte da Capracotta, uno dei territori simbolo di comune montano italiano, un percorso di ascolto e confronto volto a valorizzare le esperienze dei territori montani, e a costruire proposte capaci di rendere l’attività fisica adattata una componente sempre più integrata e accessibile dei servizi di salute, contribuendo al benessere delle persone e alla coesione delle comunità.
ISHEO è una società di ricerca e consulenza specializzata in economia sanitaria, market access ed health stakeholder engagement. La mission di ISHEO è ideare, sviluppare e implementare progetti strategici finalizzati al miglioramento degli outcome sanitari, favorendo il dialogo e la collaborazione tra i diversi stakeholder del sistema salute. Ogni progetto è sviluppato con il contributo di un team di professionisti e di un network di esperti, dalla progettazione all’implementazione.



