È stata una serata di straordinaria intensità culturale ed emotiva quella svoltasi venerdì 4 settembre 2026 nell’Atrio del Palazzo Comunale di Larino. L’incontro pubblico “Donne e tradizioni nella cultura popolare e religiosa di Larino”, organizzato dal Comune di Larino, ha saputo catturare ed emozionare una nutrita platea, rimasta attenta e coinvolta fino all’ultimo minuto. A fare da filo conduttore della serata è stato il vibrante e stimolante dialogo tra la relatrice, la Professoressa Anna Milanese, e la consigliera comunale Graziella Vizzarri, che ha moderato l’incontro intessendo un confronto fluido e profondo sulle radici etno-antropologiche della comunità frentana. Attraverso la sua dettagliata relazione, la Prof.ssa Milanese ha guidato il pubblico in un viaggio millenario, illustrando come la figura femminile a Larino abbia storicamente incarnato il fulcro della sacralità della terra, della riproduzione sociale e della mediazione con il divino. Dalle antiche devozioni italiche alle divinità ctonie della fertilità (come Cerere e Angizia, testimoniate dai numerosi ritrovamenti archeologici di statuette votive fittili nel territorio), fino alla successiva confluenza nella devozione mariana e nel culto delle Sante, la donna si è sempre configurata come la custode naturale del sacro e del focolare. Nel corso del dialogo è emerso con forza il concetto di “matriarcato funzionale e domestico”: mentre gli uomini erano lontani per i lavori nei campi o per la transumanza, erano le donne a gestire l’economia familiare, l’educazione dei figli, la rete di solidarietà di vicinato e la conservazione del patrimonio immateriale (canti, racconti orali e medicina popolare). Un passaggio centrale e particolarmente partecipato è stato quello dedicato alla riscoperta dei grandi riti comunitari: La Festa di San Pardo e l’arte dei fiori: è stato ripercorso lo storico passaggio del 1842, quando l’abolizione della rischiosa corsa dei carri trasformò la festa in una sfilata solenne e lenta. Un cambiamento che lasciò spazio al genio estetico e artigianale delle donne, vere creatrici dei maestosi addobbi in carta crespa. Dalla trasmissione intima di madre in figlia nelle cucine di una volta, quest’arte si è oggi evoluta in uno straordinario strumento di coesione sociale e integrazione per l’intera comunità. I canti e la regia gastronomica: dalla struggente fiaccolata notturna del 25 maggio, rotta dalle voci acute delle donne in preghiera, alla complessa regia culinaria che richiede sforzo e devozione vissuti come vera e propria offerta votiva al Santo. Gli Altari di San Giuseppe e i Palii di San Primiano: è stata approfondita la ritualità degli altari del 19 marzo, complessi dispositivi di solidarietà e ripartizione del cibo gestiti dalle padrone di casa, così come la creazione dei drappi e la guida pedagogica dei bambini durante le celebrazioni di San Primiano e dei Santi Martiri Larinesi. L’evento si è aperto con i saluti dell’Assessora alla Cultura Iolanda Giusti, i quali hanno sottolineato l’importanza di valorizzare il ruolo storico e sociale delle donne per comprendere l’identità profonda della cittadina. La chiosa finale è stata affidata al Presidente del Consiglio Franco Rainone, che ha evidenziato il valore istituzionale e comunitario di momenti di riflessione capaci di unire storia, identità e partecipazione. Particolarmente stimolante è stato il momento conclusivo dedicato alle domande e alle riflessioni del pubblico: la fase di dibattito ha visto diversi e interessanti interventi da parte dei presenti, che hanno arricchito la serata con testimonianze, ricordi personali e spunti di approfondimento, a riprova di quanto il tema toccasse corde intime e sentite dall’intera comunità. La serata si è chiusa tra lunghi e calorosi applausi, confermando come la riscoperta della memoria collettiva non rappresenti un mero esercizio di nostalgia, ma una chiave fondamentale per leggere il presente e continuare a costruire una comunità coesa, consapevole e solidale.




