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sabato, Settembre 5, 2026

Cinghiali, D’Egidio a Forte: “A Campobasso misure insufficienti”

AttualitàCinghiali, D’Egidio a Forte: “A Campobasso misure insufficienti”

Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’Assessore regionale Armandino D’Egidio sull’emergenza cinghiali a Campobasso

«Il problema dei cinghiali in regione, e ormai in tutti i comuni, Campobasso compresa, è arcinoto e da tempo stiamo lavorando per tutelare non solo l’incolumità pubblica dei cittadini, ma anche i tanti titolari di aziende agricole ormai allo stremo, salvaguardando colture e biodiversità».
L’assessore regionale con delega al Piano venatorio, Armandino D’Egidio, replica alle accuse mosse nelle scorse ore dall’amministrazione comunale di Campobasso e rivendica il lavoro portato avanti dalla Regione per fronteggiare l’emergenza cinghiali.
«Campi devastati, raccolti compromessi, danni alle strutture agricole e, sempre più spesso, episodi di presenza degli ungulati anche nelle aree urbane. Quello dei cinghiali è ormai un problema cronico in Molise, con ripercussioni pesanti sull’agricoltura, sulla sicurezza stradale e, più in generale, sulla tutela dell’ambiente».
D’Egidio sottolinea di raccogliere quotidianamente le segnalazioni degli agricoltori e dei titolari di aziende agricole, sempre più in difficoltà a causa dei danni provocati dalla fauna selvatica.
«È un problema che stiamo affrontando proprio per evitare ulteriori ricadute sull’agricoltura e per tutelare l’incolumità pubblica. Una situazione che pesa ancora di più in una regione come la nostra, a forte vocazione agricola».
L’assessore entra quindi nel merito delle competenze dei Comuni e, in particolare, della possibilità di intervenire nelle aree urbane.
«Da amministratore comunale, quale sono stato, sia come sindaco che come consigliere, mi rendo conto che ci sono ancora molti limiti e che dunque, malgrado più di qualcuno lo invochi, l’applicazione dell’articolo 54 del TUEL, il cosiddetto provvedimento d’urgenza, al problema della presenza dei cinghiali nelle aree urbane non potrebbe trovare agevolmente spazio».
Esistono però, osserva D’Egidio, «molteplici misure preventive ordinarie» che attribuiscono ai sindaci ampi margini di intervento.
«Non mi pare che a Campobasso abbiano trovato applicazione. Basti pensare, su tutte, al disastro della differenziata che nel capoluogo credo rappresenti un collettore di cinghiali non di poco conto».
Per l’assessore, dunque, quanto fatto finora dall’amministrazione comunale non sarebbe stato sufficiente.
«Da quando la problematica è emersa, ciò che ha eseguito l’amministrazione – penso ad esempio al divieto di foraggiamento per animali selvatici, alla pulizia dei terreni e ad altri palliativi simili – alla luce delle condizioni attuali, risulti assolutamente inefficace».
«La sindaca Forte, invece di tirare sistematicamente in ballo la Regione, nei mesi scorsi avrebbe anche potuto adottare qualche misura, assolutamente nelle sue facoltà, per arginare il fenomeno della presenza dei cinghiali in città. Ma, ripeto, ciò che è stato fatto evidentemente non è bastato».
D’Egidio rivendica quindi l’attività della Regione Molise, che, sostiene, «si è mossa e si muove da tempo» per arginare il problema attraverso gli strumenti previsti dalla normativa.
La presenza dei cinghiali rappresenta da anni «una delle principali criticità connesse alla gestione della fauna selvatica», sia per la tutela delle produzioni agricole e zootecniche, sia per la sicurezza della circolazione stradale, la tutela degli ecosistemi e il mantenimento degli equilibri faunistici.
«In questo contesto – continua l’Assessore – la Regione ha progressivamente attivato gli strumenti di gestione e contenimento previsti dalla normativa nazionale e regionale, ricorrendo alle diverse modalità di prelievo e controllo della specie. Tre, in particolare, le principali attività: caccia tradizionale, caccia di selezione e selecontrollo. Quest’ultima modalità assume particolare rilievo nei contesti in cui gli ordinari strumenti venatori non risultano sufficienti rispetto alle esigenze di gestione della specie, come le zone periurbane, le riserve e le oasi».
Particolare attenzione viene posta da D’Egidio sulla caccia di selezione al cinghiale per il 2026.
«Il relativo Piano è stato approvato dalla Regione con la Deliberazione della Giunta regionale n. 140 del 20 giugno 2026, mentre l’attività è stata avviata nel mese di luglio».
L’assessore precisa che «l’impossibilità di procedere a un avvio anticipato non sarebbe stata determinata da una mancata attivazione dell’amministrazione regionale, ma dalla necessità di rispettare la disciplina regionale allora vigente. La normativa prevedeva infatti al 31 marzo il termine per la restituzione dei carnieri e, di conseguenza, per la disponibilità consolidata dei dati relativi agli abbattimenti effettuati nella stagione precedente. Proprio su questo punto la Regione è intervenuta con la legge regionale n. 7 del 26 maggio 2026, modificando l’articolo 22 della legge regionale n. 19/1993 e anticipando al 20 febbraio il termine per la restituzione dei carnieri. Una modifica che – aggiunge D’Egidio – consentirà di migliorare sensibilmente la programmazione delle attività di gestione della specie e, in particolare, di predisporre e approvare il Piano di caccia di selezione 2027 con maggiore anticipo rispetto a quanto avvenuto quest’anno. La gestione della popolazione di cinghiale non può essere ricondotta ad un’unica modalità di intervento, ma richiede l’utilizzo coordinato dei diversi strumenti previsti dalla disciplina vigente. La Regione Molise ha quindi mantenuto e attivato la caccia tradizionale come ordinario strumento di prelievo venatorio, affiancandola alla caccia di selezione e alle attività di selecontrollo. L’obiettivo è intervenire anche nei contesti più delicati, dove la presenza degli ungulati rappresenta una criticità particolare. L’attivazione congiunta dei diversi strumenti dimostra la volontà della Regione di affrontare il problema attraverso «un approccio articolato», utilizzando tutte le possibilità consentite dall’ordinamento e modificando progressivamente le modalità operative in funzione delle esigenze di gestione della specie».
«Ci auguriamo vivamente – conclude l’Assessore regionale – che la prossima volta in cui la sindaca tirerà in ballo la Regione lo farà magari supportata anche da qualche proposta che, se valida, noi saremo ben lieti di condividere, visto che siamo già operativi sul territorio per arginare la problematica dei cinghiali».

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