Riceviamo e pubblichiamo la nota del Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani su Legge di Stabilità e sanità.
“Ieri siamo tornati in Aula per la seduta di bilancio che si sta trascinando da settimane. Sulla gestione della sanità molisana abbiamo tracciato un modello alternativo a quello perpetrato e senza successo dal centrodestra che, in modo concreto, farebbe uscire la nostra regione dal piano di rientro in un tempo massimo di tre anni, ma a quanto pare qualcuno non vuole realmente cambiare e risolvere i problemi.
Una legge di stabilità approvata in ritardo, fuori dai tempi di legge, blindata con un maxi-emendamento che ha compresso il dibattito e impedito un voto libero, oltretutto senza affrontare i nodi strutturali della finanza regionale e senza mettere in campo alcuna soluzione per uscire dal commissariamento sanitario.
Ancora una volta ci troviamo davanti a un’occasione mancata. Le leggi di stabilità e i collegati dovrebbero servire a rendere il bilancio solido, coerente e capace di sostenere lo sviluppo della Regione. Invece assistiamo al ripetersi di dinamiche ormai note, che continuano a tenere il Molise fermo, ingessato, incapace di invertire la rotta.
Abbiamo provato a riportare il confronto sui problemi reali: disavanzo sanitario, gestione delle risorse, trasparenza dei flussi finanziari, controllo della spesa. Ma anche dissesto idrogeologico, ambiente, cultura. Lo abbiamo fatto con proposte puntuali e numeri alla mano. Tutto respinto.
Abbiamo chiesto di intervenire sulla mobilità sanitaria extraregionale, che oggi pesa in modo insostenibile sui conti regionali, proponendo di rivedere i budget e legare parte delle risorse agli effettivi incassi. Abbiamo chiesto chiarezza sui flussi della Gestione sanitaria accentrata verso Asrem, perché i ritardi nei trasferimenti stanno producendo costi evitabili: circa 1,8 milioni di euro l’anno di interessi passivi, soldi sottratti ai servizi per i cittadini.
Abbiamo sollevato il tema gravissimo dell’assenza del Nucleo operativo di controllo, fermo dal 2022, proprio mentre le note di credito sono esplose fino a toccare i 47 milioni di euro stimati per il 2024.
Abbiamo anche indicato una strada netta sul piano istituzionale, proponendo un’iniziativa per portare davanti alla Corte costituzionale il tema del commissariamento sanitario, dopo 17 anni che non hanno prodotto il risanamento promesso ma hanno invece compresso il diritto alla salute dei molisani.
Tutto bocciato. Una scelta politica chiara: non cambiare nulla.
Resta un solo segnale positivo, l’approvazione dell’emendamento che incrementa di 100mila euro i fondi per i pazienti trapiantati e affetti da malattie rare. Un intervento giusto, ma isolato e insufficiente dentro un impianto che continua a non affrontare le criticità di fondo.
Senza un cambio di metodo e senza il coraggio di intervenire sui meccanismi che bloccano il bilancio, il Molise continuerà a muoversi nelle sabbie mobili contabili, con conseguenze sempre più pesanti per cittadini e imprese.”



