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lunedì, Maggio 18, 2026

A 100 anni dalla morte, ricordati il vescovo di Trivento Pascucci e don Evaristo

AttualitàA 100 anni dalla morte, ricordati il vescovo di Trivento Pascucci e don Evaristo

Quaderni di memorie ritrovate, pagine sparse e disperse: è stata presentata la seconda pubblicazione, quest’ultima dedicata al vescovo di Trivento Geremia Pascucci e al cugino don Evaristo Pascucci. Dopo la messa domenicale celebrata dal vescovo Camillo Cibotti, iniziata con la benedizione di una statua di San Francesco, presso la Chiesa madre della Diocesi di Trivento si è tenuta la presentazione del Quaderno dedicato al Vescovo Geremia Pascucci e al cugino Evaristo Pascucci, tragicamente scomparsi un secolo fa.
Presenti gli autori, Alessandro Vasile, Benito di Zanna e Luigi Fagnani. Ad aprire i lavori, dopo un breve saluto del vescovo Cibotti, il vicario generale della Diocesi trignina, don Mario Fangio, assieme al direttore ufficio amministrativo della Curia, don Antonio Guglielmi.
“Era il 14 maggio 1926 – scrivono gli autori in premessa della pubblicazione – quando la notizia della tragica scomparsa di Geremia Pascucci, Vescovo della Diocesi di Trivento, e di suo cugino Don Evaristo Pascucci, che lo accompagnava in macchina in viaggio, scosse some un tuono improvviso una intera comunità della Diocesi triventina e quella della sua città natale, Fano. L’ auto, guidata da Don Evaristo, fu investita dal treno direttissimo al passaggio a livello di Seravezza, in provincia di Lucca. A distanza di un secolo esatto, 14 maggio 1926 – 14 maggio 2026, la memoria di quel tragico evento risuona ancora forte negli animi della nostra Diocesi ed è parte integrante della storia collettiva di Trivento. Con queste pagine si vuole invitare il lettore a riscoprire la figura, l’opera e il messaggio di un Prelato che, ricordato in occasione del centenario dell’improvviso e prematuro epilogo della sua giovane vita spezzata, ha tracciato una strada di speranza degna di trattazione e considerazione per tutti.
Attraverso gli elogi funebri del clero, i messaggi commossi delle autorità e il racconto vibrante dei riti esequiali, si ricompone il mosaico di un dolore collettivo che vide intere comunità stringersi attorno ai due feretri. Non si tratta solamente del cordoglio legato alla perdita di un insigne Monsignore e di un amato sacerdote, quanto piuttosto del riconoscimento di un impegno pastorale che semina conforto e speranza in ogni angolo della Diocesi. Ad un secolo di distanza, onorare la memoria di queste due figure significa dare vigore al valore della fedeltà e della condivisione. Pertanto le pagine proposte vogliono essere un ponte tra il passato e il presente, affinché l’esempio di vita e di fraternità testimoniato dall’operato di Monsignor Pascucci e di Don Evaristo continui a guidarci – chiude la premessa – ricordandoci che nessun epilogo, per quanto tragico possa essere, è in grado di cancellare il bene seminato lungo la strada della vita”.
La precedente uscita della collana di Quaderni risalente al 24 gennaio scorso, ha avuto come titolo “Il 1848 a Trivento, avvenimenti e personaggi”.

 

 

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