L’ultimo libro di Vincenza Alfano , La guerriera dei libri, Solferino Editore, ricostruisce la storia di Guerriera Guerrieri, prima donna alla direzione della Biblioteca Nazionale di Napoli che ha attraversato il tempo della Seconda guerra mondiale , salvando un cospicuo patrimonio libraio come fosse la sua stessa carne o quella dei suoi cari.
Nasce a Cortona , ma gli spostamenti dovuti all’attività lavorativa del padre , la portano prima a Firenze e poi a Napoli , dove studia e , giovane insegnante , si avvicina al mondo librario , riordinando i libri nella Reggia di Capodimonte , per poi abbandonare l’insegnamento e dedicarsi all’attività bibliotecaria presso la Biblioteca nazionale da poco traslocata a Palazzo Reale.
Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, mentre i bombardamenti si scagliano sull’intera città di Napoli , ella diventa la depositaria del sapere , quel bene prezioso , quella sostanza divina racchiusa nelle pagine dei libri più antichi .
Perchè per Guerriera i libri erano creature vive, manifesti della grandezza del passaggio dell’uomo sulla Terra, la parvenza della vita stessa che si addomestica alle esigenze di ciascuno , quasi a voler rivestire e allacciare un rapporto vivo con i drammi, le gioie degli uomini.
“Come si sopravvive a questo?” si è domandata quando le prime bombe sono cadute su Napoli e la città si è piegata docile alla morte mostrandosi fragile e indifesa.
“ Come si sopravvive al tempo?” si chiedeva già da bambina.
La risposta era lì a portata di mano, , offerta ai suoi occhi da centinaia e centinaia di volumi. Custodi di vite reali e immaginate, dei loro affetti, della loro sapienza.
“ La salvezza è nei libri” si è detta”.
Proveniente da una famiglia tradizionale che custodiva in sé il modello della donna , dedita alla casa o che , pur studiando , avrebbe potuto conciliare la sua vocazione di moglie e madre , la protagonista sceglie la strada dello studio, attraverso la cura maniacale per la catalogazione dei libri, il suo posto nel mondo era lì , nelle biblioteche , in quelle di Napoli , dove scava e trova il suo tesoro: i libri.
Così , quando la guerra non lascia scampo , quando tutto sembra perduto , altisonante nella sua veste dimessa , quasi a voler nascondere quel segno di femminilità , che a lei non era concesso , per non tradire la sua fragilità assimilabile alla figura femminile, porta avanti la battaglia dura per la salvezza dei libri della Biblioteca Nazionale , i famosi papiri ercolanesi e tanti , tanti altri libri , custoditi in casse di legno e trasportati prima nel Monastero di Montevergine e poi nel Palazzo abbaziale di Loreto, come anche in altri ricoveri fuori sede ad aversa, Calvi Risorta e San Giorgio del Sannio.
Il suo attaccamento alla vita anche quella più segreta, è tutta nei libri e nel rapporto speciale che coltiva con Mariuccia , una giovane popolana , amante dello studio , ma con poche risorse economiche , che entrerà, sotto la sua protezione, nella Biblioteca Nazionale , come volontaria , proprio come lei.
Mariuccia sarà per tutta la vita la figlia che non ha mai avuto , la sua complice e il suo sostegno e la accompagnerà nella vecchiaia.
“E’ stato detto tutto di me, tranne la verità.
Nessuno ha mai avuto voglia di affacciarsi nei miei occhi, comprendere che per amore , mi muovevo con quella energia e quella determinazione che mi rendeva inaccessibile”.
Vincenza Alfano , riesce, con la sua scrittura incisiva , lucida , a tratti commovente , a tessere , nel suo romanzo, la trama del percorso professionale ed umano di una eroina come Guerriera Guerrieri, nella sua monumentale veste istituzionale , ma anche nella sua fragilità di donna che lotta per affermarsi in un mondo dove la donna deve avere sempre un passo indietro rispetto all’uomo.
La narrazione racchiude in sé una testimonianza di coraggio , di forza e di impegno civile, quello di una donna che avrebbe rinunciato a se stessa pur di vedere la salvezza dei libri .
L’autrice
VINCENZA ALFANO, napoletana, è scrittrice, giornalista, docente di italiano e latino. Collabora con la pagina culturale del «Corriere del Mezzogiorno», dove scrive di libri e di eventi culturali con interviste ad autori e personaggi di rilievo. Si occupa di consulenza editoriale e scouting letterario e ha fondato e conduce l’Officina delle parole, laboratorio di scrittura creativa presso la libreria IoCiSto. Dal suo romanzo “Perché ti ho perduto” (Giulio Perrone Editore 2021) è stato tratto il film per la tv “Folle d’amore. Alda Merini”, prodotto da Rai Fiction e Jean Vigo per la regia di Roberto Faenza. Con Solferino ha pubblicato “La guerra non torna di notte” (2023) , “Le Sibille” (2024) e “ La guerriera dei libri” 2026.
Marilena Ferrante

Nasce a Isernia, dove vive tuttora. Docente di Lettere presso la Scuola secondaria di primo grado “San Giovanni Bosco”, giornalista pubblicista e scrittrice.
Ha pubblicato quattro raccolte poetiche: “Quel che avrei potuto dirti” (2015), “Un passo dal cuore” (2016), entrambe per Volturnia Edizioni, “Gli occhi del silenzio“ (Bertoni Editore, 2021) e “Nuda memoria” (SetArt Edizioni, 2024). Ha scritto anche il romanzo “La neve di marzo” per L’Erudita di Giulio Perrone (2021).
Molti suoi scritti sono presenti in antologie letterarie quali “Vite che tremano” (Volturnia edizioni , 2016), “Cartoline dalla terra che forse esiste” (L’Erudita, 2018) e altre ancora.



