Un genio. Un’intelligenza rara. Giudizioso, luminoso, maturo. Brillante. Buono e ambizioso. Non bastano queste parole per raccontare Alessandro Vernacchia, 19 anni, una vita davanti e tanti sogni da realizzare, spezzati da una morte improvvisa.
È il giorno delle lacrime, degli abbracci, delle parole che cercano di dare voce a un dolore immenso. La chiesa non riesce a contenere la folla. Ci sono la famiglia, gli amici, tantissimi, e un’intera comunità stretta attorno a chi oggi deve fare i conti con un’assenza incolmabile.
Alessandro si trovava a Torino da appena un mese, dove aveva iniziato a studiare al Politecnico. È stato trovato morto in casa. Si ipotizza un malore, ma per la conferma bisognerà attendere i risultati dell’autopsia.
A commuovere sono le parole della sorella e degli amici: parole forti, potenti, traboccanti d’amore. Il ritratto di un ragazzo speciale, capace di lasciare un segno profondo nella vita di chi lo ha conosciuto.
E come ha detto don Antonio Sabetta “un ragazzo, fuori di retorica, d’oro”.
Guglionesi si ferma, è lutto cittadino. Nel silenzio struggente dell’ultimo saluto, restano le lacrime e il ricordo di Alessandro, dei suoi talenti, della sua bontà, di tutto ciò che avrebbe ancora potuto fare. E un dolore che oggi unisce tutti, nel nome di un ragazzo che nessuno avrebbe voluto salutare così presto.



