Ricina, le ricerche sul dark web restano sotto la lente degli investigatori

CronacaRicina, le ricerche sul dark web restano sotto la lente degli investigatori

Chi ha cercato la ricina in rete o nella parte più nascosta di internet? Ci sono stati accessi nel dark web da computer o da cellulari? Sotto la lente degli investigatori non ci sono più solo i dispositivi sequestrati nella casa di Pietracatella e negli uffici che Gianni Di Vita ha in paese e a Campobasso.
Ma anche gli oltre duecento hard disk acquisiti nelle quattro scuole le scorse settimane. Quelle aule, a vario titolo, sono state frequentate dalla professoressa di matematica al liceo scientifico di Riccia. A poche centinaia di metri di distanza, all’istituto agrario, lavora il marito della donna, indicata come amica stretta di Gianni Di Vita. Lui stesso, stando ad alcune indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi, avrebbe messo a verbale che con quella donna aveva un rapporto piuttosto stretto. Poi le aule di informatica del Liceo Classico Mario Pagano di Campobasso, frequentate da Sara e Alice e infine il liceo di Casacalenda, dove insegna Laura Di Vita.
Una pista, quella della ricina nei computer delle scuole, dalla quale gli investigatori aspettano risposte già nei prossimi giorni.
Inodore e insapore, quasi certamente ingerita, hanno scritto nelle loro relazioni Carlo Locatelli e Benedetta Pia De Luca. Una quantità infinitesimale è sufficiente per provocare la morte di un uomo adulto, hanno confermato gli esperti. Ma in quale alimento può essere stata messa?
Nelle ultime ore sono tornate d’attualità le cozze. E’ stato lo stesso Gianni Di Vita a riferire agli investigatori del pranzo di lavoro al quale il 22 dicembre hanno partecipato il commercialista e la moglie insieme a tre collaboratori dello studio. Dopo aver mangiato pesce in un ristorante di via IV Novembre a Campobasso, Antonella aveva chiesto di portar via le cozze che erano avanzate per portarle a Sara, perché la ragazza ne era ghiotta.
A casa a Pietracatella quelle cozze erano state mangiate, sempre Gianni a riferirlo, la sera stessa o a cena il 23 lui la moglie e Sara. Poi gli avanzi erano stati buttati, insieme al contenitore di plastica che avevano portato via dal ristorante. Un particolare, questo, riferito da Gianni Di Vita con assoluta certezza. In quei giorni, la spiegazione, si era particolarmente dedicato alla pulizia della casa, vista l’assenza della madre ricoverata al centro di riabilitazione a Toro. Ma, intanto, della ricina, tranne che per le piante trovate qua e là non c’è ancora alcuna traccia certa. E si resta in attesa delle risposte da Berlino.

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