Manca una settimana e bambini e ragazzi torneranno tra i banchi di scuola. Se un tempo il suono della campanella coincideva con la fine anche metereologica dell’estate, adesso bisogna fare i conti con un clima diverso, con una torrida estate prolungata. E questo ha innescato il dibattito sulla ragionevolezza o meno di far ripartire l’anno scolastico come un tempo, nella seconda metà di settembre.
Ha fatto notizia, rimbalzando anche sulla stampa nazionale, la circolare diffusa dalla dirigente scolastica molisana Michela Granatiero, reggente dell’Istituto comprensivo Madre Teresa di Calcutta di Campodipietra, che comprende anche i plessi di Ferrazzano, Toro, Gildone e Jelsi. Considerate le temperature alte ha disposto, avvisando genitori e docenti, che i bambini della primaria sono esonerati dall’indossare il grembiule fino a nuova comunicazione. Resta ovviamente l’obbligo di un abbigliamento consono. Disposizione di buon senso e in linea con le normative e l’autonomia scolastica. Nel suo Istituto, inoltre, si torna in classe prima, mercoledì.
Il presidente dell’ANIEF (Associazione Insegnanti e Formatori), Marcello Pacifico, sostiene che occorre adattare il calendario scolastico ai cambiamenti climatici. “Perché il caldo africano a settembre non è più un’eccezione – ha detto – è la nuova normalità”.
“C’è un obbligo di legge –ha sottolineato il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara – che impone di svolgere 200 giorni di scuola, ma il calendario è competenza delle Regioni le quali, in base alle esigenze del proprio territorio, possono autonomamente decidere come articolarlo”. Abbiamo destinato 3,7 miliardi di fondi Pnrr all’efficientamento energetico. In emergenza climatica – ha continuato – ho stanziato altri 20 milioni che dovrebbero consentire di dotare tutte le aule di dispositivi di raffreddamento”. I sindacati, però, sostengono che 20 milioni distribuiti su oltre 40mila plessi scolastici siano pochi rispetto al fabbisogno reale, ma secondo Valditara, se dal conteggio si sottraggono le scuole che hanno già acquistato dispositivi che rinfrescano e altre che per posizione geografica non soffrono il caldo, la cifra sale di un terzo”.



