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martedì, Settembre 1, 2026

Clinic Città di Campobasso intervista al biologo nutrizionista Nico Deliso

EvidenzaClinic Città di Campobasso intervista al biologo nutrizionista Nico Deliso

Nico Deliso è Biologo Nutrizionista e Certified Sports Nutritionist (CISSN – International Society of Sports Nutrition), docente universitario e professionista con esperienza nella nutrizione clinica e applicata allo sport. Da anni opera nell’ambito della nutrizione, della performance e della nutraceutica, collaborando con atleti e realtà dello sport professionistico. E’ attualmente componente dell’Area Performance FIGC – Nazionali Giovanili, con incarico nella Nazionale Italiana Under 15, affiancando all’attività sul campo la ricerca, la formazione e la docenza universitaria. Sarà al tavolo dei relatori del Clinic Città di Campobasso. Alla vigilia dell’evento abbiamo approfittato della sua disponibilità per parlare di sport e nutrizione.

Dalla ricerca al campo: quali sono oggi le principali sfide nutrizionali per un giovane atleta di alto livello, e quanto è importante costruire già in età adolescenziale una corretta cultura dell’alimentazione?

“Nel giovane atleta la prima sfida è garantire energia e nutrienti adeguati non solo all’allenamento, ma anche alla crescita e alla maturazione.  In questa fase educare è importante quanto prescrivere: dobbiamo costruire consapevolezza, autonomia e buone abitudini.  Una corretta e attenta cultura alimentare acquisita da giovani può accompagnare l’atleta per tutta la carriera”.

Nel ruolo nell’area performance della  Figc – Nazionale Italiana under 15 –  quanto può incidere una strategia nutrizionale personalizzata sulla performance, sul recupero e sulla crescita dell’atleta?

“Può incidere in maniera importante, soprattutto nel giovane calciatore, dove performance e crescita devono procedere insieme. Alimentazione, idratazione e recupero vanno personalizzati considerando carichi di lavoro, composizione corporea, maturazione e caratteristiche individuali.  Non dobbiamo occuparci soltanto della prestazione di oggi, ma contribuire alla costruzione dell’atleta di domani”.

Nel calcio professionistico si parla sempre più di ottimizzazione della performance: quali sono secondo la sua esperienza gli interventi nutrizionali e nutraceutici che possono fare realmente la differenza e quali sono spesso sopravvalutati?

“La differenza nasce prima di tutto dalle basi: disponibilità energetica adeguata, corretta periodizzazione dei carboidrati, proteine, idratazione, elettroliti e strategie di recupero.  La nutraceutica può rappresentare un ulteriore livello di ottimizzazione, ma deve essere basata sulle evidenze e realmente individualizzata.  L’integratore non può compensare una strategia nutrizionale sbagliata. Non esiste il rimedio dell’ultimo momento o la pillola magica”.

Lei unisce attività accademica, ricerca nutrizione clinica e consulenza sportiva. Quanto è importante oggi il dialogo tra ricerca scientifica e lavoro sul campo per trasformare le evidenze scientifiche in strategie concrete per gli atleti?

“E’ fondamentale.  La ricerca ci fornisce le evidenze, ma il campo ci insegna come applicarle al singolo atleta e nelle reali condizioni di allenamento e competizione.  Credo molto in questa integrazione: la scienza diventa realmente utile quando riusciamo a trasformarla in strategie semplici, misurabili e concretamente applicabili”.

Guardando al futuro, quali saranno le nuove frontiere della nutrizione applicata allo sport e quali competenze dovrà sviluppare il nutrizionista sportivo per accompagnare sempre meglio gli atleti verso il massimo livello di performance?

“Il futuro sarà sempre più orientato verso la nutrizione di precisione. Biomarcatori, composizione corporea con BIA, body composition ultra sound con ecografia, monitoraggio dell’idratazione e del recupero e analisi integrate dei dati permetteranno interventi sempre più individualizzati.  Il nutrizionista sportivo dovrà quindi avere competenze trasversali e saper interpretare i dati senza perdere di vista l’elemento più importante: l’atleta nella sua globalità”.

 

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