In Questura a Campobasso sono ripresi gli interrogatori nell’ambito dell’inchiesta sul giallo di Pietracatella. Gli agenti della Squadra Mobile con a capo Marco Graziano hanno ascoltato alcuni parenti delle vittime, mentre oggi pomeriggio, su istanza di Pietro Terminillo, legale di uno dei medici indagati, è stato riascoltato l’infermiere che fece una flebo in casa di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, le due donne morte avvelenate con la ricina. All’uscita dalla questura, dopo un’ora, non ha rilasciato interviste
Per l’avvocato Terminiello si tratta di un passaggio importante la testimonianza dell’infermiere. “Il mio assistito e gli altri medici indagati sono innocenti” ha ribadito “Non potevano capire che fosse la ricina la causa della morte di Sara e Antonella e per colpa di altri ora sono indagati”.
Non è stato invece ancora fissato il nuovo interrogatorio di Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime. Intanto proseguono anche gli accertamenti degli investigatori sulle chat andate avanti per mesi in rete sul tema ricina. Si lavora per capire se possano essere rilevanti o meno per l’inchiesta. Poi ci dovrebbe essere un nuovo sopralluogo nella casa in Via del Risorgimento a Pietracatella, che è sotto sequestro.



