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venerdì, Maggio 8, 2026

A Chiauci arriva “Abbada a te”, il nuovo libro della scrittrice Greta Rodan

Ambiente e territorioA Chiauci arriva "Abbada a te", il nuovo libro della scrittrice Greta Rodan

Sì terrà il 29 maggio 2026 alle 18:00, a Chiauci, in Alto Molise, la prima presentazione del nuovo libro della scrittrice Greta Rodan, in uscita in questi giorni nelle librerie e su tutte le piattaforme. La silloge, il cui nucleo contiene poesie tra loro concatenate che costituiscono un unico racconto (una rappresentazione teatrale), si intitola “Abbada a te”, espressione mutuata dal dialetto altomolisano per indicare la raccomandazione a prendersi cura di sé stessi. L’editore è Dialoghi Edizioni, del prestigioso Gruppo editoriale Utterson. Il libro, per la collana I Glifi di Dialoghi, è dedicato a un amico della poetessa, scomparso improvvisamente qualche mese fa, molto amato sulle montagne altomolisane per aver vissuto una vita tra quegli alberi, quei boschi e i fiumi, di cui è lo spirito. La prefazione al libro è di una importante penna della poesia contemporanea, Alessandro Ardigò, mentre la postfazione è curata da Claudio Fera, un ingegnere prestato alla poesia con un risultato sorprendente. La presentazione si svolgerà col Patrocinio del Comune, interverrà il Sindaco Antonio Sferra, insieme all’ex parroco di Chiauci Don Pietro Paolo Monaco. Interverrà poi il Presidente dell’Ente Parco dell’Olivo di Venafro, Fabio Iannucci, che offrirà al pubblico l’occasione di assaggiare lo splendido olio prodotto nelle nostre terre. Ci sarà anche l’AssoMab col suo Presidente Andrea Cinocca e Marianna Ciampone, coordinatrice della Comunità San Giorgio, una delle comunità socio-educative della Cooperativa Igea. Patrocina l’iniziativa anche L’associazione La Rosa e il Libro. Dialoga con l’autrice lo scrittore e regista Andrea Cacciavillani, con la partecipazione straordinaria del M° Piero Ricci. L’ingresso è libero. “Abbada a te è il frutto di un bilancio esistenziale dell’autrice, un viaggio sensoriale attraverso la metamorfosi del dolore, passando dal disincanto alla ricerca di un rifugio sicuro, per approdare al senso della vita: la “Sincerità Storta”. Se la rettitudine delle convenzioni sociali e dei modelli imposti è spesso vuota finzione, la Verità non risiede nell’integrità fisica e morale ma nei segni lasciati dalla vita, nelle cicatrici che testimoniano una battaglia vinta, negli abbracci reali di una figlia, nel saper fare (costruire un mobile, fare il pane), nel ricordare che siamo fatti di spirito (preghiere) e di fisco (codice fiscale), nel coraggio di fumare una sigaretta invece di brandire una spada… La creazione poetica di Greta si concentra sulla capacità umana di resistere alle avversità, trasformare il dolore in forza e rialzarsi dopo le cadute, guardando sempre alla Natura come Maestra di Vita. E in definitiva è un manifesto di concretezza e un manuale di sopravvivenza per cuori iperbolici. Dalla scoperta di sé nasce il grido di chi ha provato a stare stretto in un vestito non suo e ha deciso che preferisce di gran lunga la propria “iperbole” rumorosa alla quiete della sopravvivenza. Perché la natura ipersensibile non è un difetto, ma è una caratteristica che richiede cura. Quando le emozioni iperboliche ci assalgono, invece di abbandonarci agli scenari perfetti o catastrofici, occorre riportare i piedi a terra, creare un ancoraggio alla realtà presente e canalizzare l’intensità del vissuto in azioni creative leali. E la sincerità non è mai una via retta. È storta, asimmetrica, a tratti dolorosa. Ma è l’unica forma di bellezza che valga la pena di essere rivendicata. Il primo atto di sincerità è accettare la complessità morale degli altri ed ammettere che nessuno è immacolato: il male non è un’entità pura, è un intreccio di miserie e sguardi persi. È la pratica del coraggio quotidiano di affrontare le difficoltà e non mentire mai a se stessi. Greta è una voce che ha il coraggio di essere “volgare” se la raffinatezza è una menzogna, e che ci insegna che la libertà inizia esattamente dove finisce la paura di sbagliare. E si può sbagliare tutto — la carriera, l’amore, il tempo — eppure restare “non sazi”. Ci invita a ricominciare da uno, a ritrovare il battito, a lavarci le mani dal fango del disprezzo e a tornare a respirare. Anche se respirare, a volte, è la meccanica più difficile del mondo” (dalla postfazione di Claudio Fera). Al termine della presentazione, la Scuola Calcio San Leucio, nella persona del responsabile organizzativo del settore giovanile, Gabriel Paolone, consegnerà agli ospiti delle cooperative IGEA le magliette personalizzate offerte in dono. La poesia ha tante forme, anche quella della solidarietà e della comprensione che la Diversità è una risorsa e un’occasione.

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