Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma del Presidente del Comitato San Timoteo, Nicola Felice, sulla situazione sanitaria regionale:
“Di recente, sul sito della Regione Molise, sono stati pubblicati i Decreti commissariali n. 63 e n. 64 del 30 aprile 2026, adottati in attuazione del Programma Operativo sanitario 2026–2028, redatto dai Commissari in attuazione della Legge finanziaria per il 2026 e nel rispetto delle indicazioni vincolanti del Tavolo tecnico e dei Ministri affiancanti, che ridisegnano la rete ospedaliera regionale e quella dei Punti nascita. In tal senso, il DCA n. 64 conferma l’operatività del Punto Nascita dell’ospedale San Timoteo di Termoli. Si tratta di un risultato importante, frutto di anni di mobilitazione civica, istituzionale e anche giudiziaria. Lo stesso decreto richiama la sentenza n. 80/2021 del TAR Molise, che annullò la sospensione del servizio: una prova concreta che, quando un territorio si muove con determinazione e argomentazioni solide, la difesa dei servizi essenziali può produrre risultati. Questa, però, non è e non deve essere letta come una vittoria di Termoli su Isernia. La chiusura del Punto Nascita del Veneziale e la sua sostituzione con un Centro di Maternità sollevano interrogativi seri sulla sicurezza del percorso materno-infantile nelle aree interne. Un Centro di Maternità non equivale a un Punto Nascita: accompagnare una gravidanza non significa garantire la gestione delle urgenze ostetriche e neonatali sul posto. Il DCA n. 63 evidenzia inoltre una criticità ancora più rilevante per il basso Molise: la rete ospedaliera e le reti tempo-dipendenti risultano fortemente centrate sull’ospedale Cardarelli di Campobasso. Il San Timoteo resta classificato come presidio di base e Spoke, mentre la rete dell’emergenza cardiologica ruota attorno all’Hub di Campobasso, in coerenza con le indicazioni AGENAS. Ne deriva che il futuro dell’emodinamica a Termoli resta un nodo importante non risolto. Ora le domande, semplici e concrete, che poniamo sono: in caso di infarto, come si garantisce a un cittadino del basso Molise, tra costa, area industriale e comuni di confine, un intervento entro tempi compatibili con la sopravvivenza? Quali sono i tempi reali di intervento del 118? Quali percorsi vengono seguiti? Quali strutture accolgono i pazienti? E chi risponde se questi tempi non vengono rispettati? Non basta richiamare modelli “Hub & Spoke” in un decreto o fare riferimento a studi e linee guida. È necessario rendere disponibili, in modo comprensibile ai cittadini, tutti gli elementi essenziali: analisi territoriali, modelli di accesso, tempi di percorrenza, dotazioni di personale, turnazioni, protocolli operativi e schemi di convenzione. I decreti citano documenti tecnici e analisi territoriali AGENAS senza la loro piena pubblicazione; ai cittadini viene chiesto un atto di “fede” su scelte che incidono profondamente su emergenza, infarto, trauma e nascita. Per questo il Comitato San Timoteo ritiene necessario: conoscere con chiarezza il futuro dell’emodinamica del San Timoteo; disporre dei tempi reali di percorrenza del 118 dal basso Molise verso Campobasso, la Puglia ed eventuali altri centri; avere garanzie sul rafforzamento del Punto Nascita di Termoli, con adeguato personale e tecnologie; aprire un confronto pubblico con Comuni, operatori sanitari, comitati e cittadini. La salute non può essere una competizione tra territori: Termoli contro Isernia, Isernia contro Campobasso, Agnone contro il resto del Molise. In una regione piccola, con popolazione anziana, bassa densità abitativa e viabilità complessa e gravemente compromessa dai dissesti idrogeologici, la rete sanitaria deve essere più vicina e più sicura, non semplicemente più accentrata con l’unico scopo dell’equilibrio economico di bilancio. Il San Timoteo è un presidio essenziale per il basso Molise. Difenderlo significa tutelare il diritto alla salute di residenti, lavoratori, famiglie, turisti e comunità di confine. Perché senza tempi certi non c’è sicurezza. Senza servizi tempo-dipendenti non c’è vera tutela della salute. Il San Timoteo è anche un presidio ospedaliero di confine che, se adeguatamente supportato con reparti, personale e tecnologie, potrà ridurre la mobilità passiva e aumentare quella attiva, con rilevanti vantaggi economici per il bilancio sanitario regionale. Il Comitato San Timoteo, attivo da oltre 13 anni, ribadisce che la strada maestra, più volte indicata, per la soluzione definitiva delle criticità resta quella politica: ottenere deroghe al decreto ministeriale n. 70/2015 (cosiddetto “Balduzzi”) attraverso l’emanazione del cosiddetto “Decreto Molise” da parte del Governo. Nello stesso tempo, continuerà a vigilare, a sostenere le iniziative delle istituzioni e a intraprendere, se necessario, ogni azione, anche giudiziaria, che potrà produrre soluzioni temporanee, un film già visto, a tutela della salute pubblica dei cittadini molisani.”



