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mercoledì, Maggio 6, 2026

Escalation di truffe telefoniche in alto Molise, quattro denunciati

agnoneEscalation di truffe telefoniche in alto Molise, quattro denunciati

Signora sono il maresciallo dei Carabinieri… le hanno clonato il documento di identità e intestato una macchina rubata a Termoli”.

Una voce calma, autorevole. Poi la richiesta di dati personali, di un numero di cellulare. È così che comincia uno dei tanti tentativi di truffa che, nelle ultime settimane, hanno preso di mira gli anziani dell’Alto Molise.

Un fenomeno in crescita nei centri di Agnone, Capracotta e Poggio Sannita, dove le telefonate arrivano spesso nelle ore più delicate della giornata, intorno a pranzo. Dall’altra parte, truffatori esperti che recitano copioni ormai rodati: falsi incidenti che coinvolgono figli o nipoti, pacchi da ritirare con pagamenti immediati, contratti da firmare o addirittura concorsi da sostenere.

E oggi, a rendere tutto ancora più insidioso, c’è anche l’uso dell’intelligenza artificiale: voci clonate, perfettamente simili a quelle dei propri familiari, capaci di ingannare anche chi conosce bene il rischio.

Ma qualcosa sta cambiando.

Grazie all’azione costante dei Arma dei Carabinieri, e in particolare della Compagnia di Agnone, il quadro si sta progressivamente ribaltando. Se in passato molte truffe andavano a segno, oggi, infatti, sempre più spesso si fermano al solo tentativo. Merito di un lavoro capillare fatto di controlli, indagini e soprattutto prevenzione.

Negli ultimi giorni, proprio a seguito delle segnalazioni dei cittadini, i militari hanno individuato e denunciato quattro persone di origine campana. Un risultato che conferma quanto la collaborazione tra istituzioni e comunità sia decisiva.

A sottolinearlo è anche il capitano Matteo Genovese: l’attenzione resta alta – ha detto l’ufficiale – ma la risposta del territorio è sempre più pronta e consapevole.

E proprio la prevenzione è la chiave di tutto. Gli incontri pubblici, le campagne informative, il dialogo diretto con la popolazione stanno facendo la differenza. Gli anziani, oggi, riconoscono più facilmente i segnali di pericolo, interrompono le chiamate sospette e si rivolgono subito alle forze dell’ordine.

Un lavoro che continuerà e che sarà ulteriormente rafforzato nei prossimi mesi.

Perché dietro ogni tentativo sventato c’è una persona protetta. E una comunità che, giorno dopo giorno, impara a difendersi.

 

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