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giovedì, Aprile 9, 2026

Il geologo Nicola Casagli a Petacciato: “Frana simile a Niscemi e Ancona”

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La frana di Petacciato presenta caratteristiche molto simili a quella di Ancona per dimensioni e geometria. A spiegarlo è stato il presidente dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, Nicola Casagli, intervenuto nel pomeriggio in municipio alla presenza del sindaco Antonio Di Pardo e del prefetto di Campobasso, Michela Lattarulo. Secondo Casagli, si tratta di una delle numerose frane che interessano il versante adriatico, in un sistema che si estende dal confine con la Puglia fino alla Romagna, includendo anche quella di Vasto. Tuttavia, quella di Petacciato è considerata tra le più complesse e rilevanti a livello europeo. Per dimensioni, il fenomeno può essere paragonato a quello di Niscemi (4,5 km di larghezza e 1,7 km di lunghezza), mentre la frana molisana si sviluppa su un’area ovale di circa 2 km per 2 km, risultando però più profonda. Diversa la situazione di Ancona, dove la frana — leggermente più estesa — è ormai stabile da decenni: qui è stata attuata una strategia efficace di convivenza con il rischio, che consente alla città di vivere in sicurezza dal 1980, dopo quello che è stato il più grande evento franoso in Italia dopo il Disastro del Vajont. Il movimento della frana di Petacciato resta comunque attivo: nelle ultime ore si è registrato uno spostamento di alcuni centimetri, mentre il giorno precedente si erano verificati movimenti ben più significativi, con uno slittamento orizzontale di circa 1,5 metri — in un’area dove passano ferrovia e autostrada — e un avanzamento verticale di quasi 2 metri. Si tratta di un fenomeno complesso, caratterizzato da più falde, che richiederà una revisione degli interventi di mitigazione già previsti, anche alla luce di una profondità maggiore rispetto a quanto inizialmente stimato. L’obiettivo, ha concluso Casagli, non è eliminare il rischio — cosa impossibile — ma ridurlo e imparare a conviverci, attraverso strumenti di monitoraggio avanzati e piani di protezione civile costantemente aggiornati, con il coinvolgimento diretto della popolazione.

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