
Breakthrough Prize 2026 alla collaborazione “Muon g-2: l’Università degli Studi del Molise tra i protagonisti nel gruppo di Ricerca che ha ricevuto il prestigioso premio internazionale.
Il Breakthrough Prize 2026 per la fisica fondamentale – considerato un prestigioso riconoscimento parallelo e alternativo al Premio Nobel che permette di premiare collaborazioni estese – è stato assegnato agli scienziati delle collaborazioni “Muon g-2”. Tra i protagonisti di questo straordinario traguardo scientifico figurano due ricercatori molisani: il prof. Antonio Gioiosa docente al Dipartimento di Bioscienze e Territorio (BioTerr) dell’Università del Molise – e il prof. Giovanni Maria Piacentino già docente UniMol sempre del Dipartimento BioTerr.
L’Ateneo molisano si posiziona così ai vertici della ricerca internazionale, avendo partecipato attivamente a una delle imprese scientifiche più significative degli ultimi decenni. Il premio riconosce i contributi decisivi forniti in oltre sessant’anni di ricerca condotta presso i laboratori del CERN, del Brookhaven National Laboratory e, infine, del Fermilab, dove nel giugno 2025 sono stati pubblicati i risultati finali che hanno stabilito la misurazione più precisa mai ottenuta del momento magnetico del muone.
Al centro dell’esperimento ci sono i muoni, particelle fondamentali simili agli elettroni ma con una massa circa 200 volte più grande e, come gli elettroni possiedono una proprietà quantistica chiamata “spin”, che le fa comportare come piccoli magneti che ruotano come una trottola quando immerse in un campo magnetico. Le misurazioni sperimentali della velocità di questa rotazione hanno permesso di evidenziare un’anomalia magnetica del muone e di apportare una correzione dei valori precedentemente calcolati. Misurare questa infinitesima differenza con una precisione senza precedenti è fondamentale: ogni minima deviazione dai calcoli teorici potrebbe indicare l’esistenza di forze o particelle ancora sconosciute, segnalando la necessità di superare le attuali conoscenze della fisica.
Il contributo italiano, coordinato dall’INF (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), è stato tecnico e analitico: i ricercatori hanno progettato e realizzato un complesso sistema laser di calibrazione dei calorimetri e un magnetometro ottico ad altissima sensibilità. Questi strumenti hanno permesso di abbattere drasticamente l’incertezza della misura, rendendo possibile il raggiungimento del risultato premiato.
L’Università del Molise tra gli enti italiani che hanno partecipato alla collaborazione, contribuendo in modo significativo al complesso lavoro di analisi dei dati necessario per il raggiungimento e la conferma di questa importante scoperta e risultato scientifico di portata storica. Questo riconoscimento sottolinea come la ricerca prodotta all’interno di UniMol sia in grado di raggiungere alti livelli di qualità e di rilevanza internazionale.
La foto si riferisce al “Fermilab” (Fermi National Accelerator Laboratory); laboratorio di ricerca supervisionato dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti dedicato allo studio della fisica delle particelle elementari. Si trova a Batavia (Illinois), a circa 50 Km da Chicago
Qui La galleria fotografica
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