
La sua passione erano le piante grasse. Ne aveva a decine nella sua casa di Bojano. Anche il suo nickname sui social, Greenblood, sangue verde, era rivelatore di quanto amasse le piante. Ne aveva anche una tatuata su un braccio.
Di lui, un giovane di 33 anni, da qualche giorno non si avevano più notizie in città e non si vedeva in giro.
Lo hanno trovato senza vita nel letto di casa sua. Le cause che hanno provocato la morte sono ora al vaglio della Procura, che ha aperto un fascicolo e disposto l’esame tossicologico.
Da una prima ricostruzione, che però attende la conferma ufficiale, si sarebbe trattato di un mix di farmaci, forse antidepressivi.
Nelle ultime ore di vita aveva lasciato un messaggio social nel quale diceva di sentirsi solo. Lo aveva rassicurato la moglie, originaria di un paese del Sudamerica.
Ma in centro a Bojano aveva anche battibeccato con alcuni ragazzini che stavano giocando a pallone al parco giochi del paese.
Sul caso sono al lavoro i Carabinieri del comando cittadino, guidati dal maggiore Luca Palladino.
Un nuovo episodio legato ad un possibile gesto volontario che ha scosso la comunità di Bojano, dove negli ultimi tempi si è registrato un preoccupante aumento dei casi di suicidio.
Nelle prossime ore verrà fissata la data dei funerali.



