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martedì, Gennaio 20, 2026

ADOC Molise: “Ultimi dati Istat su inflazione preoccupanti, servono riforme”

Ambiente e territorioADOC Molise: "Ultimi dati Istat su inflazione preoccupanti, servono riforme"

I dati definitivi dell’ISTAT sull’inflazione nel 2025 confermano un’emergenza prezzi ormai strutturale che continua a erodere il potere d’acquisto delle famiglie, costrette a rinunciare a beni essenziali e a spendere sempre di più per avere sempre di meno. L’anno si chiude con una crescita media dell’1,5%, ma il vero allarme scatta tra gli scaffali: il “carrello della spesa” accelera al +1,9% e i prezzi degli alimentari non lavorati subiscono un’impennata passando dal +1,1% al +2,3% in un solo mese. Il carovita sta colpendo indistintamente tutte le fasce di reddito, traducendosi in un sacrificio proporzionalmente insostenibile per le famiglie meno abbienti. In questo contesto, l’indagine conoscitiva avviata dall’Antitrust sulla Grande Distribuzione Organizzata e sulla filiera agroalimentare è un atto necessario per fare piena luce sui meccanismi di formazione dei prezzi. “È inaccettabile che tra il 2021 e il 2025 sia emersa una discrasia di ben 8 punti percentuali tra l’inflazione generale e l’aumento dei beni alimentari: un divario che va fermato immediatamente” la denuncia della presidente nazionale dell’Adoc, l’Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori, Anna Rea. Chiediamo quindi al Governo di abbandonare la logica dei pannicelli caldi: misure temporanee come i bonus o la carta Dedicata a te non bastano più a contenere un’emorragia di risparmi così profonda. “Servono riforme strutturali urgenti – le fa eco il presidente dell’Associazione dei Consumatori per il Molise, Nicola Criscuoli – uno stop deciso alla speculazione, il contrasto al fenomeno della shrinkflation, cioè la riduzione della quantità di un prodotto a prezzo invariato, la rimodulazione dell’IVA sui beni di prima necessità e lo scorporo immediato delle accise sui carburanti. I consumi rappresentano quasi il 60% del PIL nazionale. Senza un’azione concertata tra tutti i soggetti coinvolti e un intervento per sterilizzare questi aumenti, altrimenti non potrà esserci né una ripresa dei consumi interni, né una reale crescita economica”.

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