di ANNA MARIA DI MATTEO
Negli ospedali molisani non c’è un numero adeguato di posti letto per la cura di malattie infettive per fronteggiare la situazione di emergenza legata al massiccio numero di migranti, molti dei quali arrivano in Molise, spesso malati. A riproporre il problema, il caso del profugo, ospitato in centro di accoglienza di Isernia, malato di tubercolosi e che è stato ricoverato in un ospedale di Salerno perché sia al Veneziale, sia al Cardarelli di Campobasso non c’erano posti letto.
Una situazione preoccupante, segnalata, in diverse occasioni ai prefetti delle due Province dal Forum in difesa della sanità pubblica.
“Riteniamo che tutti i residenti sul territorio italiano abbiano diritto alle cure, a prescindere dal paese di provenienza e dal colore della pelle e siamo qui a denunciare, ancora una volta, la situazione che si è venuta a creare”.
Una situazione che è la diretta conseguenza del piano di riorganizzazione sanitaria che ha, di fatto, smantellato le sanità pubblica, chiudendo interi reparti e lasciando con pochi posti letto quelli sopravvissuti ai tagli.
“Quello che i cittadini temevano e denunciato alle istituzioni, attraverso il Forum si è puntualmente verificato – ha ricordato il comitato – a dimostrazione del fatto che le preoccupazioni fondavano su basi solide”.
Il Forum perciò è tornato a ricordare che il governo nazionale ha ispirato il piano sanitario regionale fino a farlo proprio, come legge dello Stato, violando la Costituzione italiana. Ha anche ricordato che il governo regionale e la maggioranza dei consiglieri regionali, non opponendosi a questa situazione, hanno compiuto scelte scellerate, accettando un Piano operativo che smantella la sanità pubblica, rinunciando all’autonomnia regionale in materia di gestione sanitaria.
Un’assistenza sanitaria dunque a rischio per quanti necessitano di cure. E’ il caso delle persone affette da disturbi psichiatrici che spesso non riescono a reinserirsi nella comunità restando a lungo nel circuito dei servizi sanitari. Da qui la necessità, è l’appello della Rete salute Mentale di Campobasso, di un confronto tra le istituzioni preposte a programmare e gestire l’assistenza psichiatrica in maniera adeguata.



