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martedì, Giugno 9, 2026

In Molise cala la disoccupazione, ma restano alti inattività e gender gap

Ambiente e territorioIn Molise cala la disoccupazione, ma restano alti inattività e gender gap

In Molise cala la disoccupazione, ma restano alte inattività e disparità di genere. È quanto emerge dall’analisi DataView sul mercato del lavoro regionale diffusa dalla Camera di commercio del Molise, che fotografa una situazione stabile ma ancora caratterizzata da criticità strutturali. Nel 2025 il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni si attesta al 57,9%, dato che colloca il Molise al 15esimo posto nella graduatoria nazionale. Un risultato sostanzialmente in linea con gli ultimi anni, anche se in lieve arretramento rispetto al 2024, quando la regione occupava il 14esimo posto. Il dato resta comunque sotto la soglia del 60%, confermando come l’ampliamento della partecipazione al mercato del lavoro rappresenti ancora una delle principali sfide per il territorio. Sul fronte della disoccupazione, il Molise registra nel 2025 un tasso del 6,4%, valore relativamente contenuto che pone la regione al 14esimo posto a livello nazionale. A pesare, però, è soprattutto l’elevato tasso di inattività, che raggiunge il 38,2%: una quota significativa della popolazione in età lavorativa resta infatti fuori dal mercato del lavoro. Particolarmente marcato il divario occupazionale tra uomini e donne. La differenza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile raggiunge i 20,8 punti percentuali, confermando una forte disparità nella partecipazione al lavoro.
Differenze contenute tra le due province molisane. In provincia di Isernia il tasso di occupazione è pari al 58,6%, leggermente superiore al 57,7% registrato in provincia di Campobasso. Più basso anche il tasso di disoccupazione a Isernia, fermo al 5,1%, contro il 6,8% del capoluogo. Resta invece comune a entrambe le province il forte squilibrio di genere: il gap occupazionale tra uomini e donne raggiunge 21,1 punti percentuali a Isernia e 20,7 punti a Campobasso, confermando come la partecipazione femminile al mercato del lavoro continui a rappresentare una delle principali criticità del sistema economico regionale.

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