Dal 27 ottobre i dipendenti sono in sciopero a oltranza. Il 29 ottobre il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento con la richiesta dell’intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Alla Kuhene e Naghel di Termoli, azienda della logistica delle componenti nell’indotto Stellantis, i 54 lavoratori sono sempre più preoccupati e manifestano contro la prospettiva della chiusura del magazzino. “La preoccupazione cresce, poi, per le conseguenze sull’intero comparto produttivo del Basso Molise” a dirlo, lanciando l’allarme, è Nicola Gabriele Scafa, segretario generale della UILTrasporti Molise, che richiama l’attenzione sui possibili effetti a catena della vertenza.
“Non ci sono in gioco soltanto i posti di lavoro dello stabilimento – spiega il sindacalista – ma anche quelli della filiera: cioè addetti all’autotrasporto, logistica e multiservizi.” Preoccupazione ulteriore, poi, anche per il sistema delle navette industriali e dei mezzi pesanti che ogni giorno trasferiscono le merci dal deposito allo stabilimento Stellantis. “Se viene meno il magazzino – si chiede e chiede Scafa – quale futuro avranno questi servizi? Quali le garanzie occupazionali per i lavoratori delle aziende di trasporto coinvolte?”.
Secondo il sindacato il rischio potrebbe estendersi anche al trasporto pubblico locale: un eventuale ridimensionamento delle attività industriali potrebbe infatti tradursi in meno utenti, meno corse e nuove negative ricadute occupazionali.
Da qui la richiesta di un confronto immediato tra Regione, amministrazioni locali, Stellantis e aziende coinvolte, per individuare soluzioni concrete e tutelare tutti i lavoratori dell’indotto. L’appello di Scafa è netto: «Il Molise non può permettersi un’altra emorragia occupazionale. La UILTrasporti chiede garanzie occupazionali e un piano credibile per il futuro industriale del territorio.


