Era su un mezzo cingolato a quasi cinquemila chilometri da casa. Con una vita davanti, quando il carro dell’esercito saltò su una granata. Alessandro Di Lisio aveva 25 anni e perse la vita a Farah, dove il suo contingente era impegnato nella missione in Afghanistan.
Sono trascorsi 17 anni da quell’attentato, che costò la vita al caporal maggiore di Campobasso. In queste ore quattro famiglie italiane piangono la morte dei militari Simone Ruggia e Claudio Marchesi, del volontario della Croce Rossa, Franco Zicchillo e di Laura Procacci, anche lei nella Croce Rossa e coetanea di Alessandro.
Hanno perso la vita servendo l’Italia, la Difesa e l’esercito ha detto il Ministro Crosetto, ricordando il loro sacrificio.
Nel giorno della ricorrenza dei defunti, per non dimenticare la perdita di Alessandro verrà piantato un albero nel giardino che ospita il cippo che ricorda proprio quel ragazzo di Campobasso, saltato in aria a quasi cinquemila chilometri da casa.
Una cerimonia che riprende in qualche modo l’iniziativa del Comune sul percorso digitale permanente chiamato ‘Presenze di Pace’ su viale delle Rimembranze, la rampa che conduce al castello Monforte e che porta ai piedi di ogni pino, il nome di un caduto della Prima Guarra Mondiale.
A questo verrà incluso il tributo speciale ad Alessandro. Attraverso un Qr code, sarà possibile ascoltare le storie e le testimonianze che raccontano i particolari. I dettagli e gli aggiornamenti possono essere consultati sulla pagina facebook di Palazzo San Giorgio.
La cerimonia di lunedì, nel giardino di via Petrella è prevista alle 11.30



