“La proroga di Di Santo conferma quanto avevamo già denunciato in Consiglio: una scelta politica, non una valutazione di merito”
Il Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, ha firmato il decreto che proroga l’incarico di Direttore Generale dell’ASREM a Giovanni Di Santo, fino all’espletamento della procedura selettiva per la nomina del nuovo direttore generale. Il provvedimento richiama la sussistenza di condizioni di interesse pubblico e l’obiettivo di garantire la continuità dell’azione amministrativa e gestionale dell’azienda sanitaria, e si inserisce nel percorso già avviato dalla delibera di Giunta dello scorso luglio.
Una decisione che, per il consigliere regionale Roberto Gravina, non fa che confermare nero su bianco quanto denunciato nell’ultima seduta di Consiglio regionale, quando la Giunta — attraverso la risposta del sottosegretario Niro all’interpellanza urgente presentata dallo stesso Gravina sul bilancio ASREM 2025 — si era limitata a richiamare la prerogativa formale di estendere l’incarico, senza fornire alcun elemento oggettivo sul lavoro e sui risultati del Direttore Generale.
“Sono tante ed importanti le risposte che non ci sono state date”, aveva detto Gravina in quella occasione. “Come è possibile rinnovare un incarico mesi prima, quando il decreto del Presidente ancora non c’è e lo stanno per adottare? E allora perché tutta questa fretta da luglio?” Parole che oggi, con la firma del decreto, trovano puntuale conferma: la proroga arriva mentre il Nucleo di Valutazione non si è ancora espresso nel merito del lavoro e dei risultati di Di Santo, e a fronte di un bilancio d’esercizio 2025 che evidenzia una perdita di 43 milioni di euro, quasi il triplo rispetto ai 13,4 milioni del 2024.
“Lo avevamo detto in aula e lo ribadiamo oggi: si tratta di un fatto meramente politico, servito al Presidente per far sapere a tutto il mondo politico che Di Santo veniva confermato”, dichiara Gravina. “Un manager, se tale deve essere, deve essere capace di produrre risultati tangibili rispetto agli incarichi che gli vengono affidati. Non ho mai nascosto, laddove c’era da rimarcarlo, le cose buone fatte, ma il rinnovo di un incarico prima ancora che la valutazione sui risultati sia completata resta un’anomalia procedurale. Quando mai si è verificata una situazione del genere nella pubblica amministrazione?”
Gravina annuncia che continuerà a chiedere la trasmissione al Consiglio regionale della documentazione istruttoria — relazione di valutazione, schede di performance, verbali degli organismi competenti — posta alla base della decisione, “perché i molisani hanno diritto di sapere su quali elementi oggettivi si fonda la fiducia rinnovata a chi guida la sanità regionale, soprattutto dopo un bilancio che parla da solo”.



