Sabato prossimo 5 settembre parte da Capracotta il primo appuntamento dedicato al ruolo dell’esercizio fisico adattato nella prevenzione, nei percorsi di cura e nell’invecchiamento attivo nelle aree montuose e interne del nostro Paese.
Promuovere una nuova cultura dell’attività fisica come strumento di salute pubblica, prevenzione e miglioramento della qualità della vita. È questo l’obiettivo di Fit To Win, il progetto promosso da Isheo in collaborazione con La Lampada di Aladino e il Comune di Capracotta, con il contributo di Astellas Pharma Spa, che si propone come osservatorio nazionale e piattaforma di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari, associazioni di pazienti, amministratori pubblici e comunità territoriali per favorire un accesso sempre più equo ai programmi di Attività Fisica Adattata.
Patrocinano l’evento: Comune di Capracotta, Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità ed Enti Montani), l’Ordine dei Medici di Isernia, il Consorzio del Giardino della Flora Appenninica di Capracotta.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che l’esercizio fisico rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per la prevenzione delle malattie, il supporto ai percorsi terapeutici e il mantenimento del benessere psicofisico. Tuttavia, molte persone che vivono condizioni di fragilità, patologie croniche o particolari esigenze assistenziali incontrano ancora difficoltà nell’accedere a programmi strutturati e appropriati. Fit To Win intende contribuire a superare queste disuguaglianze, promuovendo modelli organizzativi e reti territoriali capaci di integrare stabilmente l’esercizio fisico nei percorsi di prevenzione e presa in carico.
Nell’ambito di questo percorso, il progetto avvia un ciclo di incontri nelle comunità locali italiane, con l’obiettivo di approfondire le opportunità di accesso all’esercizio fisico adattato e di individuare soluzioni concrete per lo sviluppo di tali programmi anche nei contesti più complessi dal punto di vista geografico e organizzativo.

“Ci sono territori bellissimi, ricchi di comunità e di potenziale, che troppo spesso restano lontani dal dibattito sulla salute e sui nuovi modelli di assistenza – afferma Davide Integlia, Ceo di Isheo (società di ricerca e consulenza specializzata in economia sanitaria) -. Le comunità montane italiane rappresentano circa 13 milioni di persone. L’Attività Fisica Adattata, così come altre terapie di supporto organizzate attorno alla comunità, può essere molto più di un intervento sul movimento: può diventare uno strumento di prevenzione, invecchiamento attivo, inclusione sociale e supporto ai percorsi di cura. Con Fit To Win, anche nei territori più isolati, vogliamo portare attenzione su questi temi, e dunque dibattere e ‘trovare consenso’ per creare nuovi sistemi di presa in carico dei pazienti e delle persone fragili che mettano insieme la cura della persona e la dimensione del gruppo. Per queste popolazioni il risultato potrebbe significare intercettare prima i bisogni sanitari, favorire diagnosi appropriate, facilitare il linkage to care e l’accesso tempestivo alle terapie, come pure contrastare spopolamento e solitudine, migliorando la qualità della vita e l’inclusione sociale. Il 5 settembre a Capracotta, in Molise, iniziamo proprio dalle comunità montane: un primo appuntamento che vogliamo portare anche in altri territori, per confrontarci su nuovi modelli di presa in carico capaci di tenere insieme salute, prossimità e comunità. La distanza dai grandi centri – conclude Integlia – non dovrebbe mai diventare distanza dalle opportunità di cura e di salute”.

“Con la sua rete sentieristica – evidenzia invece il sindaco Candido Paglione -, Capracotta ha una risorsa straordinaria, una vera e propria infrastruttura naturale che può diventare sempre più uno spazio di benessere, movimento e socialità. Ne parleremo sabato prossimo con esperti, professionisti, istituzioni e mondo sanitario, per costruire nuove strategie per la salute e la qualità della vita nei nostri territori. Perché investire nella montagna significa anche investire nella salute, nella qualità della vita e, quindi, nel futuro delle nostre comunità”.
L’incontro dunque accenderà i riflettori sulle aree interne e montane del Paese, territori che affrontano sfide significative legate allo spopolamento, all’invecchiamento della popolazione e alle difficoltà di accesso ai servizi sanitari e socioassistenziali. Condizioni che spesso incidono negativamente sulle opportunità di prevenzione, sulla diffusione delle informazioni sanitarie e sull’accesso a percorsi strutturati di cura e presa in carico globale dei pazienti.
In questo scenario, l’Attività Fisica Adattata può rappresentare una risposta concreta e sostenibile per favorire la prevenzione delle patologie croniche; supportare i percorsi terapeutici e riabilitativi; migliorare la qualità della vita delle persone che convivono con malattie croniche, comprese quelle oncologiche; promuovere autonomia e autodeterminazione, benessere e invecchiamento attivo; contrastare isolamento sociale e condizioni di fragilità; rafforzare la collaborazione tra servizi sanitari, amministrazioni locali, professionisti e associazioni del territorio.



