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giovedì, Agosto 6, 2026

A San Pietro Avellana il libro di Francesco Lombardi sul Tesoro di Sant’Amico

EventiA San Pietro Avellana il libro di Francesco Lombardi sul Tesoro di Sant'Amico


Una ricerca ricostruisce la storia degli argenti medievali del monastero e restituisce alla comunità una pagina dimenticata del patrimonio storico dell’Alto Molise


SAN PIETRO AVELLANA – Sarà presentato venerdì 7 agosto, alle ore 18.00, presso la Sala Convegni di Viale Emma Rossi, il volume Il Tesoro di Sant’Amico. Tra devozione, guerra e riscoperta, opera prima di Francesco Lombardi, pubblicata dalla casa editrice Terzo Millennio.
L’iniziativa è organizzata con il patrocinio di IRESMO, della Città di Sulmona, del Consorzio ASSOMAB Alto Molise e della Pro Loco di San Pietro Avellana.
A dialogare con l’autore saranno Angela Caruso, docente di materie letterarie, e Giuseppe Iglieri, presidente di IRESMO. Interverrà inoltre la dott.ssa Dora Catalano, storica dell’arte e già Soprintendente ABAP per il Molise, con un approfondimento dedicato al valore storico-artistico del Tesoro di Sant’Amico e al suo significato nel contesto del patrimonio culturale dell’Appennino.
Il volume è il risultato di un’approfondita ricerca storica e documentaria dedicata al Tesoro di Sant’Amico, il prezioso complesso di argenti liturgici appartenuto per secoli all’antico cenobio benedettino di San Pietro Avellana. Due calici medievali, una croce astile, un reliquiario e la testa-reliquiario del Santo costituivano uno dei più importanti nuclei di arte sacra dell’Appennino centrale. Nel 1943, per sottrarli ai bombardamenti della Linea Gustav, le opere furono trasferite a Montecassino e, successivamente, a Roma, perdendo progressivamente il loro legame con il territorio d’origine. Attraverso l’incrocio di fonti archivistiche, documentazione fotografica, analisi storico-artistiche e moderne tecnologie di rilievo digitale, Lombardi ricostruisce per la prima volta la vicenda completa del Tesoro, identificando i manufatti superstiti e restituendone la storia alla comunità.
Francesco Lombardi vive a San Pietro Avellana e da anni si dedica allo studio e alla valorizzazione del patrimonio culturale dell’Appennino centrale. Il Tesoro di Sant’Amico rappresenta il suo volume d’esordio e raccoglie i risultati di una ricerca che coniuga rigore scientifico, indagine archivistica e strumenti innovativi di documentazione, con l’obiettivo di ricostruire una vicenda rimasta a lungo frammentaria e poco conosciuta.
Più che la storia di un tesoro, il libro racconta il ruolo che San Pietro Avellana ha avuto nel corso dei secoli all’interno delle reti religiose, culturali ed economiche dell’Appennino. La ricerca mostra come il monastero benedettino non fosse una realtà isolata, ma un centro inserito in un sistema di relazioni che collegava l’Alto Molise ai principali monasteri e ai più importanti centri artistici dell’Italia centrale. Ne emerge una lettura nuova del territorio, che restituisce alle aree interne il ruolo storico che hanno avuto nella costruzione dell’identità culturale dell’Appennino.
L’opera affronta inoltre il tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le nuove tecnologie. Un’intera sezione è dedicata infatti al progetto di rilievo fotogrammetrico e scansione tridimensionale delle opere, grazie al quale è stato possibile realizzare modelli digitali ad alta definizione. Un lavoro che non rappresenta soltanto un supporto alla ricerca scientifica, ma anche uno strumento concreto per la conservazione, la divulgazione e la promozione del patrimonio culturale delle aree interne.
Pur dedicando spazio anche ai rapporti tra il monastero di San Pietro Avellana e la grande tradizione dell’oreficeria medievale sulmonese, il volume pone al centro soprattutto la ricostruzione della memoria storica della comunità e il valore della ricerca come strumento di conoscenza del territorio. La vicenda del Tesoro di Sant’Amico diventa così l’occasione per riflettere sul patrimonio culturale dell’Alto Molise e sull’importanza di riscoprirne e valorizzarne la storia.
«Questo libro nasce dal desiderio di restituire alla comunità di San Pietro Avellana una parte della propria memoria – afferma Francesco Lombardi –. Ogni documento ritrovato, ogni fotografia e ogni opera identificata hanno contribuito a ricostruire una storia che appartiene non soltanto al paese, ma all’intero Alto Molise. Credo che conoscere il proprio passato sia il primo passo per valorizzare davvero il territorio e costruirne il futuro.»
La presentazione del 7 agosto sarà l’occasione per conoscere una ricerca che intreccia storia, arte e innovazione tecnologica, offrendo una nuova prospettiva sul patrimonio culturale dell’Alto Molise e dimostrando come anche le comunità delle aree interne custodiscano vicende di rilievo nazionale, capaci di raccontare una parte importante della storia dell’Appennino italiano.

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