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martedì, Luglio 14, 2026

Giallo di Pietracatella, arrivati in Molise gli esperti della Polizia tedesca

AperturaGiallo di Pietracatella, arrivati in Molise gli esperti della Polizia tedesca

Nessun colpo di scena, ma conferme a quanto era già emerso negli ultimi mesi. La relazione sulle autopsie su Sara Di Vita e Antonella  Di Jelsi ha confermato l’avvelenamento con la ricina come causa del decesso. La comparsa dei primi sintomi nella mattinata del 25 dicembre orienta verso una possibile esposizione avvenuta verosimilmente tra il 23 ed il 24 Dicembre. Per il pool di esperti che ha redatto il documento di quasi 900 pagine, tutti gli accertamenti svolti consentono di ritenere che il veleno sia stato assunto da mamma e figlia per via orale, escludendo sostanzialmente altre ipotesi.

Una conclusione – ha spiegato la dottoressa Benedetta Pia De Luca, il medico legale che ha eseguito le autopsie – che trova fondamento nella modalità di esordio dei sintomi, prevalentemente gastroenterica, caratterizzata da vomito e nausea”.

Tali elementi, valutati unitariamente con le risultanze tossicologiche – prosegue la De Luca –, depongono per una introduzione dell’agente tossico attraverso il canale alimentare”, anche se – puntualizza – non è possibile stabilire se l’ingestione sia avvenuta “mediante alimento, bevanda o altra modalità di introduzione orale”.

Sul fronte delle indagini c’è da registrare intanto l’arrivo per la prima volta degli specialisti della polizia tedesca in queste ore in Molise per svolgere una serie di attività preparatorie ai prossimi accertamenti che saranno svolti a Pietracatella, quasi certamente nei primi giorni di agosto. Gli esperti provenienti dalla Germania e che da qualche settimana collaborano con gli investigatori italiani, hanno incontrato esponenti della Polizia molisana e della procura di Larino. Si prendono accordi in particolare su quando e come effettuare il sopralluogo nella casa della famiglia Di Vita. Intanto a Berlino, nella sede del Robert Koch Institute, centro all’avanguardia sul tema dei veleni e in particolare sulla ricina, proseguono gli accertamenti sui campioni biologici delle vittime, campioni prelevati durante le autopsie, e il sangue dei loro familiari Gianni e Alice Di Vita, prelevato invece all’inizio di questo mese a Campobasso. Gli stessi esperti cercano tracce della ricina negli alimenti sequestrati a casa dei Di Vita a Pietracatella negli ultimi giorni di dicembre e nei primi giorni di gennaio. Alimenti che, sempre nei giorni scorsi, sono stati trasportati dal Molise alla Germania.

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